IL CONVEGNO-LABORATORIO

cartolina_def-1Il convegno-laboratorio Io sono la mia casa che si svolgerà a Cesena durante la VI°edizione di BIM! MicroFestival di Cultura Infantile avrà come tema la casa, intesa sia come luogo fisico dell’abitare, sia come metafora. La casa, nelle sue diverse declinazioni che variano da cultura a cultura, è da sempre lo spazio in cui si consuma una parte importante della nostra quotidianità, ma è anche il contenitore di affetti e di memorie, così come può essere a tratti il luogo dei conflitti.

Nell’immaginario infantile la casa è un luogo reale e un luogo dell’immaginario a cui, fin dai primi anni di scuola, viene associata la famiglia, gli affetti e una certa stabilità. La scuola estiva per l’infanzia di Borgo Indaco a Cesena nella passata estate ha lavorato con i bambini e le bambine proprio su questo tema, prendendo in considerazione come punto di partenza il fatto che “ogni bambino è casa”.

BIM! vuole quindi partire da una serie di riflessioni su cosa voglia dire oggi il termine casa, per l’infanzia e per l’adolescenza, provando a cercare due linee di approccio diverse: da un lato capire se la casa corrisponde davvero solo allo spazio di vita unifamiliare, e riflettere sul corpo pensandolo come la nostra “casa” da cui, come dice Foucault non ci possiamo mai allontanare e che non possiamo che abitare sempre.

Molti bambini passano molto del loro tempo quotidiano nella scuola che diviene una sorta di seconda casa, anche nel periodo del nido o della materna; altrettanto spesso la casa dei nonni diviene la “seconda “casa dei piccoli; e ancora nelle famiglie allargate uno stesso bambino può “dover” vivere almeno in due case diverse.

In una società fortunatamente sempre più multiculturale, i bambini italiani si trovano a frequentare case che sono arredate e vissute in maniera diversa, fondate su abitudini culturali e quotidiane differenti.

Dunque occorre chiedersi in che modo la casa si è trasformata culturalmente in Italia e in che maniera questa diversa percezione viene vissuta e rappresentata dai bambini nei proprio immaginari? Il convegno-laboratorio di BIM! come già sperimentato nell’edizione del 2015, prevede dei tavoli di discussione aperta con professori, maestri e genitori. In questa edizione il tema della casa verrà sviluppato attraverso degli incontri con esperti che coinvolgeranno i partecipanti in “giochi” collettivi che serviranno a discutere sperimentando.

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PROGRAMMA

:: SABATO 26 NOVEMBRE 2016 ::

> ORE 9.30<11.30  [aula magna – biblioteca malatestiana]

Orgogli e pregiudizi 

Tavolo condotto dagli studenti delle scuole superiori partecipanti al corso “Orgogli e Pregiudizi” condotto dai professori Viviana Gravano,  Francesco Ciuti, dall’artista Massimiliano di Franca e con la partecipazione della video-maker Isabella Gaffè.

organizzato da Katrièm Associazione

con il sostegno del Comune di Cesena – Settore Scuola, sport e partecipazione nell’ambito dei progetti a favore dei giovani.

 > ORE 15.00<16.30  [sala morellini – teatro bonci] 

Quali credenze hai in casa? Breve viaggio alla scoperta degli stereotipi “casalinghi”

conduce: Francesco Ciuti (psicologo e psicoterapeuta)

La casa è spesso il luogo di apprendimento del linguaggio, dell’interiorizzazione di schemi relazionali e affettivi, di trasmissione di pratiche educative e di norme sociali, palestra per la futura socializzazione e posto d’elezione della comunicazione mediatica, soprattutto televisiva. È soprattutto all’interno delle nostre abitazioni, quindi, che hanno origine e si nascondono pregiudizi e stereotipi legati al genere e, in modo più ampio, all’identità sessuale e spesso ne siamo completamente inconsapevoli. L’incontro è dunque pensato come un breve viaggio all’interno delle nostre case e di noi stessi, allo scopo di aiutare gli adulti, siano essi genitori o insegnanti, ad individuare le credenze sessiste nelle quali essi stessi sono cresciuti e continuano a vivere, con l’intento di divenirne consapevoli e proporre un modello educativo ai bambini e ai ragazzi che ne sia, almeno in parte, libero.

> ORE 17.00<18.30 [sala morellini – teatro bonci]

La pelle che abito. il mio corpo è la mia casa.

conduce: Giulia Grechi (antropologa visuale)

performance della danzatrice Sissj Bassani

Essere un corpo o avere un corpo? Intorno a questo interrogativo forse a volte ci è capitato di chiederci cosa voglia dire abitare il nostro corpo. Lo abitiamo come una casa? È una casa accogliente? In questo incontro ci chiederemo in che modo l’abitare uno spazio domestico e l’abitare il proprio corpo siano connessi. E come tutto questo non riguardi solo la nostra biografia personale, ma anche la nostra biografia culturale: il nostro corpo / la nostra casa parlano della nostra famiglia, di storie e ricordi intimi dei quali tengono le tracce i muri, i mobili, gli oggetti. (Cosa c’è sotto la carta da parati? Cosa c’è sotto la pelle?) Ma il nostro corpo / la nostra casa parlano anche della società in cui viviamo, della nostra cultura d’appartenenza, della Storia dentro la quale finiscono le storie. Qual è allora il posto dei ricordi? Li mettiamo in un cassetto, li incorniciamo, li teniamo poggiati in bella vista, o li releghiamo in soffitta? E il corpo, dove li mette i ricordi? E come li racconta?

:: DOMENICA 27 NOVEMBRE 2016 :: 

> ORE 10.00<11.30  [sala morellini – teatro bonci]

Tutti a casa di perec. esercizi sullo spazio dell’abitare 

conducono: Viviana Gravano  (storica dell’arte)  e Valentina Pagliarani (educatrice e curatrice di arte contemporanea)

Georges Perec nel suo libro Specie di spazi compie un  viaggio intimo e insieme pubblico negli spazi in cui ciascuno di noi, con le dovute differenze, vive. Partendo dalla pagina bianca, che è una sorta di grado zero dello sguardo sul mondo, come in un lento zoom si passa al tavolo, poi alla propria stanza, alla casa, al palazzo e via via fino al mondo intero e all’universo. Ma questa “passeggiata” nei luoghi dell’abitare in realtà è una camminata nell’intimità di ciascuno di noi che attribuiamo allo spazio che ci circonda, e che di fatto non abbiamo mai davvero costruito personalmente, dei significati, dei valori, dei ricordi gradevoli o dei dolori. In questo tavolo proveremo tutti insieme a capire come la casa sia di fatto una sorta di mappa intima di noi stessi, uno spazio che porta con sé, nonostante la rigidità dei materiali con cui è costruita, la morbidezza delle nostre sensazioni che si plasmano e si modificano nel corso del tempo della nostra vita.

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info e iscrizioni

  • Gli incontri sono rivolti ad insegnanti di ogni ordine e grado, educatori, studenti, genitori e adulti interessati. 
  • l’incontro del progetto “orgogli e pregiudizi” è rivolto in particolar modo ad un pubblico di studenti e classi delle scuole superiori.
  • Ogni incontro prevede un numero chiuso di partecipanti. Per partecipare è necessario iscriversi scrivendo a info@katriem.it .
  • La partecipazione è gratuita.