[MOSTRE E INSTALLAZIONI]

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[MOSTRE E INSTALLAZIONI]

un percorso tra Scuola Elementare Carducci, [NON]Museo e Biblioteca Malatestiana

Quest’anno Bim! dedica una corposa parte del festival alle mostre e installazioni. Alcune saranno allestite nelle aule della scuola elementare carducci e successivamente al festival proseguiranno al [Non]Museo dal 5 dicembre al 27 febbraio e altre si spalmano tra [Non]Museo e Biblioteca Malatestiana.

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[Scuola Elementare Carducci]

Aperture mostre negli orari del festival:
– sabato 28 novembre dalle 10.00 alle 12.00
dalle 16.00 alle 22.30
– domenica 29 novembre dalle 10.00 alle 12.00
dalle 15.30 alle 19.00
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> SARA BASTA E MARIANA FERRATTO
“Lingua mamma”
Mostra
 

Il progetto Lingua Mamma nasce da una considerazione sul linguaggio come primo elemento di differenza tangibile tra le culture e primo veicolo per l’identificazione della realtà e per la costruzione della propria identità. Nello specifico è stato pensato per la comunità bangladese di Roma, studiando un percorso di scambio artistico-linguistico tra bambini italiani e bangladesi e tra bambini e madri bangladesi e italiane. Successivamente lavorando direttamente con i bambini della scuola primaria Pisacane il progetto si è trasformato  adattandosi alla realtà della scuola e alle diverse nazionalità dei bambini che oltre alla bangladese erano numerose: tunisina, venezuelana, romena, cinese, albanese, figli di coppie miste, con genitori italiani e statunitensi, brasiliani, francesi. Abbiamo considerato i bambini come i principali mediatori per le donne e le famiglie in Italia nell’apprendimento della nuova linguaSiamo partite dall’esperienza di molte donne straniere che arrivando in Italia non hanno molte occasioni di relazionarsi al di fuori della propria famiglia, e non imparano la lingua Italiana se non attraverso il filtro dei figli che si integrano molto più rapidamente nel nuovo paese perché frequentano la scuola o perché giocano con gli altri bambini. Attraverso di loro, le madri possono avviare i primi passi verso l´integrazione.

I lavori realizzati con i bambini sono stati presentati presso: Milano e Oltre, La triennale di Milano, M.A.X.X.I. BASE Roma, The Gallery Apart Roma.

La mostra proseguirà al [NON]Museo da sabato 5 Dicembre a sabato 27 Febbraio.

Sara Basta e Mariana Ferratto
Sara Basta, vive e lavora a Roma. Si è laureata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e specializzata in Video, Fotografia e “Site and Situation Art” presso la Fine Art Academy di Helsinki.  Nel suo lavoro utilizza differenti media tra cui: fotografia, video, disegno e cucito. La sua ricerca si sviluppa attraverso progetti sia individuali che collettivi, attraverso laboratori con adulti e bambini. Alcune delle tematiche affrontate nei suoi lavori sono: lo spazio, l’identità, l’educazione. Nel 2015 ha partecipato alla Residenza Artistica Bocs a Cosernza, curata dai Martedì Critici. Nel 2012 con il progetto “Lingua Mamma” ha vinto il concorso “Arte, Patrimonio, Diritti Umani”, indetto da Connecting Cultures, e Fondazione ISMU. Il progetto è stato presentato all’interno di “Milano e Oltre” alla Triennale di Milano, presso il MAXXI B.A.S.E. di Roma e presso la galleria The Gallery Apart di Roma. Ha partecipato a numerose esposizioni nazionali ed internazionali.
Mariana Ferratto, Mariana Ferratto laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma ha completato la sua formazione con studi di teatro danza e danza contemporanea. Lavora principalmente con il video. Nel 2015 ha partecipato alle Residenze artistiche Cosenza da I martedì critici; 2014 alla FVD Residence Program- Careoff, Milanocurate; nel 2010-2011 ha partecipato alla  Citè Internationale des Arts, Paris presso lo studio di Incontri Internazionali D’Arte. MOSTRE PERSONALI: 2015 Esercizi per occhi pigri, The gallery Apart, Roma, Passo a due, Careoff-DOCVA; Ciao, The gallery Apart, Roma;  2009 I pesci rossi  alla Fondazione Adriano Olivetti, Roma; Inside #4, The Gallery Apart, Roma. 2005 Why?,Fondazione Pastificio Cerere, Roma. MOSTRE COLLETTIVE: 2015 EGOSUPEREGOALTEREGO. Volto e Corpo contemporaneo dell’arte, MACRO, Roma; 2013 Biennale di Monza, 2012 Re-generation MACRO testaccio, Roma,Serrone della Villa Reale di Monza, 2010 Monnaie de Paris, Paris; Galerie Celal, Paris; Videoprogetto Birmingham; Platfrom Translation_Interface,MLAC, Rome. 2009 EXTRACONTEMPORANEA,Nuovo Cinema Aquila, Roma;USINE DE RÊVE, 26cc, Roma. 2008 N.EST 2.0, Museo MADRE, Napoli; All day video & sound Art. Works selected, par des commissaries indépendans, St. Louis, Missouri – USA; Videoteque in Calypso, Sala Rekalde, Bilbao. XIII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo,Bari; “HELP YOURSELF” become an ego lover, Londra; UP Itinerant Visions, Zurich .2007 V Festival Internacional del Cine Pobre, Cuba;Isola Video,Studio Stefania Miscetti, Roma; Attori/Spettatori, Auditorium Parco della Musica, Fondazone Alda Fendi, Roma.2006 Almadromestica, avec Drome megazine.2005 Play ’04,  Neon-Campobase Bologna, C/O Careof Milano; Take five, Galleria VM21, Roma PROGETTI SUL WEB 2009UnDo.net – 2 V I D E O. 

 

 
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> CHARLES BURDETT E DEREK DUNCAN 
“Transnationalizing Modern Languages ”
Mostra

L’istallazione presenta una parte del lavoro svolto in due scuole di Edimburgo, la Drummond Community High School e la Castlebrae High School, nell’ambito del progetto Transnationalizing Modern Languages. Mobility, Identity and Translation in Modern Italian Cultures (UK). Lavorando con insegnanti di arte e alunni di età tra i 12-18 anni, considerati come co-ricercatori nel progetto, sono state realizzate delle esperienze didattiche guardando alle pratiche di traduzione culturale pensandola non solo in termini linguistici, ma anche in relazione alle sue mutazioni in riferimento alle migrazioni e ai movimenti delle idee e degli oggetti. Punto focale di alcuni progetti è stato l’artista scozzese Eduardo Paolozzi, che gli alunni coinvolti conoscono molto bene per i riferimenti sia locali che globali del suo lavoro. Essendo i professori dei due licei considerati come coricercatori del progetto universitario, restando entro i termini teorici generali dati, sono stati lasciati completamente liberi di trovare i propri mezzi di espressione culturale con i ragazzi.

La mostra proseguirà al [NON]Museo da sabato 5 Dicembre a sabato 27 Febbraio.

Derek Duncan e Charles Burdett

Derek Duncan è professore ordinario presso St Andrews University in Scozia. Ha curato volumi sul colonialismo e postcolonialismo italiano e la sua ricerca si focalizza soprattutto su questioni di genere e di sessualità. Attualmente sta preparando un volume monografico su cinema italiano e migrazione. Partecipa al progetto di ricerca “Mobility, Identity and Translation in Modern Italian Cultures” (http://www.transnationalmodernlanguages.ac.uk) il cui scopo è di identificare ed analizzare le modalità culturali dell’emigrazione italiana nel mondo. 

Charles Burdett è professore di Italiano alla Bristol University e è leader del progetto “Transnationalizing Modern Languages: Mobility. Identity and Translation in Modern Italian Cultures”. Si è laureato in  Modern Languages (French and Italian) alla Oxford University (BA 1989) dove ha conseguito anche un dottorato (1994) sulla Letteratura utaliana tra le due guerre. Ha insegnato alla Cardiff University (1993-97) e a Bristol come Lettore fino al 1997 , poi Senior Lecturer (2002), e Reader nel Dipartimento di Modern Italian Studies (2009). E’ nell’editorial board della rivista Italian Studies ed è membro del Peer Review College of the AHRC

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> VIVIANA GRAVANO
“LA MIA SCUOLA O LA TUA SCUOLA”
Installazione sonora

La scuola primaria ha lasciato un segno forte nella storia di ciascuno di noi: è stato il nostro primo contatto con una istituzione scolastica. Possiamo averne un ricordo nitido o molto sfuocato, possiamo ricordarla come un paradiso o come un incubo, ma certo ne conserviamo un ricordo. Nel nostro dialogo quotidiano con i bambini che oggi vivono quell’esperienza per la prima volta in che relazione siamo? Abbiamo mai raccontato ai nostri piccoli di oggi che sensazioni, che emozioni, ci dava quel luogo in cui abbiamo passato tante ore della nostra vita? Abbiamo chiesto a persone di diverse età e di diverse parti d’Italia di raccontarci cosa ricordano della loro scuola elementare, lasciandoli liberi di dirci quello che affiorava nella loro memoria senza nessun condizionamento. Una piccola stanza nella quale si potranno ascoltare tutte le storie raccolte, una dopo l’altra, anonime e senza nessuna descrizione di chi ce le ha donate. Sarà un modo per riflettere, su cosa la scuola ha lasciato nei ricordi di chi l’ha dovuta frequentare e accettare per come era, e forse sarà anche un modo per interrogarci su come la possono percepire i nostri bambini oggi.

La mostra proseguirà al [NON]Museo da sabato 5 Dicembre a sabato 27 Febbraio.

Viviana Gravano

Viviana Gravano vive tra Roma e Napoli. È Curatrice di Arte Contemporanea e Professoressa di Storia dell’Arte Contemporanea e Metodologia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. È stata Docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso lo IED, Istituto Europeo di Design di Roma, dove è stata anche Direttore Culturale della scuola IED Moda Lab e coordinatore del Master per Curatore Museale e di Eventi Performativi. Ha collaborato alla Redazione della rivista “Art’O_Cultura e Politica delle arti sceniche”; è stata photo editor e redattore della rivista “Gomorra. Territori e Culture nelle Metropoli Contemporanee”; è stata vicedirettore della rivista “Avatar. Dislocazione tra Antropologia, Comunicazione e Arti Visive”. Attualmente è direttore della rivista on line “roots§routes. Research on visual cultures” ( HYPERLINK “http://www.roots-routes.orgwww.roots-routes.org) e radattore della rivista dell’Accademia di Belle Arti di Napoli “Zeusi” edita da Gangemi. È stata direttore artistico di Nova Gallery e di LopLop Gallery a Roma. Attualmente è presidente dell’agenzia Routes Agency. Cura of Contemporary Art a Roma.  Ha pubblicato numerosi saggi monografici e saggi in cataloghi, tra cui: L’Arte fotografica, Fotografi da tutto il mondo nelle collezioni italiane, Fondazione Italiana per la Fotografia, Palazzo Cesi, Acquasparta (TR), Carte Segrete, Roma 1996; L’immagine fotografica,  Mimesis, Milano 1997; Crossing. Progetti fotografici di confine, Costa & Nolan, Milano 1998; Paesaggi attivi Saggio contro la contemplazione, Mimesis, Milano 2012. Ha partecipato a diversi progetti europei in qualità di storica e curatrice d’arte, tra cui: REcall – European Conflict Archaeological Landscapes Reappropriation (Politecnico di MilanoAalborg Universitet, Newcastle University, NTNU – Trondheim, Falstad Centre, Museo diffuso di Torino, Museum of Romsdal, Ergan Foundation, Routes Agency); Transnationalizing Modern Languages Mobility, Identity and Translation in Modern Italian Cultures (University of Bristol, Queen Margareth University (Edinburgh), The University of Warwick, University of St Andrews, Arts and Humanities Research Council, Routes Agency).

Ha partecipato a numerose Conferenze Internazionali tra cui: Relectures postcoloniales des échanges artistiques et culturels entre Europe et Maghreb(Algérie, France, Italie, Maroc et Tunisie) XVIIIe-XXI e siècles, Villa Medici, Roma; MELA Uno International Conference. The Postcolonial Museum. The pressures of memories and the bodies of histories, Università L’Orientale, Napoli (IT) (2013); La performance: vie de l’archive et actualité, AICA-France, Villa Arson, Université Sophia Antipolis, Nice (FR) (2012); 2010 Archivi Affettivi PSI Conference, Università del Piemonte Orientale, Vercelli (IT) (2010)

 

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> GABRIELLA KURUVILLA
“Una favola condivisa”
installazione 
 
In collaborazione con la Scuola elementare Carducci
un progetto sostenuto da  Comune di Cesena – Assessorato alla pubblica istruzione

Gabriella Kuruvilla, pittrice e scrittrice italo-indiana ha illustrato questa favola insieme ai bambini di una classe della scuola elementare Carducci, incontrandoli durante la settimana del festival. Il laboratorio è nato dall’idea di costruire una narrazione intesa come un processo condiviso tra adulto e bambino/a, nel quale il bambino o la bambina prende parola e racconta il suo mondo. L’uso di un metodo di scrittura assolutamente orizzontale combinata con i disegni ha permesso ai bambini e alle bambine di avere un ruolo paritario tra loro, potendo usare un linguaggio che non coincida solo con la lingua parlata, per alcuni lingua madre dalla nascita e per altri lingua acquisita in seguito. La favola sarà installata nei mesi successivi al festival in un luogo pubblico della città di Cesena.

(nell’immagine l’opera di Gabriella Kuruvilla / 1+1=3: polittico, 10 quadri da cm 30×30, sabbia e acrilici, 2010) 

Gabriella Kuruvilla

Gabriella Kuruvilla è nata a Milano nel 1969, da padre indiano e madre italiana. Laureata in architettura e giornalista professionista, ha collaborato con vari quotidiani e riviste, tra cui “Il Corriere della Sera”, “Max”, “Anna”, “Marie Claire” e “D di Repubblica”. Dopo aver trascorso sei anni nella redazione milanese di un mensile di arredamento, per cui ancora oggi lavora come free-lance, si è dedicata completamente alla narrativa e alla pittura. Nel maggio del 2001 ha pubblicato, con lo pseudonimo di Viola Chandra, il romanzo Media chiara e noccioline (DeriveApprodi) e nel 2005 è uscita per Laterza l’antologia Pecore Nere in cui sono presenti due suoi racconti, un estratto del quale è presente all’interno dell’antologia statunitense Multicultural Literature in Contemporary Italy (2007). Del 2005 è l’antologia Pecore nere che contiene i racconti Ruben e India; Documenti (da cui è tratto La casa), premiato al Concorso letterario Nazionale Lingua Madre, è pubblicato in Lingua Madre Duemilasette. Ha pubblicato di recente la raccolta di racconti: E’ la vità, dolcezza (Baldini Castoldi Dalai Editore-2008). Attualmente sta lavorando a un romanzo sulla maternità. I suoi quadri, realizzati prevalentemente in sabbia e tessuto, sono stati esposti sia in Italia che all’estero. 

 

[NON]Museo 

BIM! chiude il primo ciclo di mostre del [NON] Museo

Aperture fino al 29 novembre:
martedì, giovedì, venerdì, sabato dalle 16.00 alle 19.00
Via Aldini, 50 
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> VIOLA NICCOLAI 
“Mappe per una città sentimentale”
installazione partecipata

da un progetto condiviso con: Valentina Pagliarani

Paesaggi/strade/mappe/simboli. Interni, esterni, itinerari: immagini reiterate come quelle incontrate più volte nei viaggi più comuni e fissate su carta, tappe di un viaggio che è stato percorso a piedi e raccontato per essere a sua volta di nuovo raccontato.

Viola Niccolai

Viola Niccolai, Nasce a Castel del Piano, un piccolo paese sul Monte Amiata (GR) il 7 dicembre 1986.  Frequenta il corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il biennio specialistico d’illustrazione all’Accademia di Bologna. È stata selezionata per la mostra degli illustratori della Fiera di Bologna 2012 e alla biennale d’illustrazione d’Ilustrarte nel 2014. Assieme a Silvia Rocchi e Francesca Lanzarini ha creato il progetto espositivo e il libro Bosco di betulle. Fa parte del collettivo La trama autoproduzioni. Ha collaborato con la rivista “Hamelin” e il “NY Times”. A settembre 2014 esce per Topipittori il suo primo albo illustrato, La volpe e il polledrino, su un racconto di Antonio Gramsci. 

 

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> ELENA BELLANTONI 
“Parole corte”
installazione partecipata

Parole Corte è un lavoro di natura relazionale, ci sono delle parole che servono al corteggiamento che descrivono uno stato d’animo o un sentimento. Nella corte si affaccia varia umanità, ognuno con la sua storia da raccontare. Le parole diventano corte, brevi e immediate; battano sulla macchina per scrivere che come un’eco dà voce ai pensieri del cortile. Il ferro della cortina delimitava un territorio ostile, non valicabile in Parole Corte il confine viene annullato attraverso l’abitare uno spazio comune in cui si affacciano visioni condivise.

Elena Bellantoni

Elena Bellantoni,  (Vibo Valentia,1975) vive e lavora tra Berlino e l’Italia. Dopo essersi laureata in Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, studia a Parigi e Londra, dove nel  2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London; approfondisce poi il teatro-danza e le arti performative con workshop e corsi di alta formazione in Italia ed all’estero. Nel 2007 costituisce Platform Translation Group e nel 2008 è cofondatrice dello spazio no profit 91mQ art project space di Berlino. 

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> KATRIèM
“Che cos’è l’arte? Esercizi senza bisogno di una risposta”
Mostra didattica dalla scuola di Borgo Indaco 
 
a cura di: Valentina Pagliarani, Leslie Silvani, Fabiola Tinessa
mostra fotografica a cura di: Simona Barducci 
in collaborazione con: Enrico Malatesta, Cristina Brolli, Emanuela Orciari, Elena Campacci
esito della V° edizione di Borgo Indaco – Scuola di + arti per bambini 

Stare di fronte ad un disegno infantile e ad un’opera d’arte pone nella stessa condizione il fruitore: in entrambi i casi bisogna contribuire personalmente nella costruzione di significati, diventare una sorta di co-autore che si identifica emotivamente con chi ha fatto la creazione, accettando che l’interpretazione non sarà mai univoca, anzi che forse alla fine non ci sarà nulla da capire. Come dice Umberto Eco, in arte un’opera ha valore se diventa oggetto di comunicazione intersoggettiva. Questa mostra dispersa per il [NON] Museo intende suggerire come  il “capire l’arte” alla fine altro non è che un imparare a “vedere” mettendosi in un atteggiamento di disponibilità verso ciò che si guarda, con una capacità all’ascolto e all’attesa, sentendosi co-partecipatori dell’opera nell’aprirla alle sue svariate possibilità di narrazione emotiva.

 

[Biblioteca Malatestiana]

negli orari di apertura della Biblioteca, Piazza Bufalini 1

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> VIOLA NICCOLAI 
“La volpe e il polledrino”
mostra di illustrazioni
 
dall’omonimo albo illustrato su testi originali di Antonio Gramsci. 
La mostra parte in Biblioteca Malatestiana e prosegue al [NON] Museo.
Fino al 31 Dicembre 2015.

La mostra di Viola Niccolai, dedicata all’albo illustrato La volpe e il polledrino, rappresenta l’ultima tappa di un progetto denominato ARCIPELAGO – Esercizi e pratiche di arte pubblica e favole urbane. Durante la settimana in cui è stata realizzata l’opera sul muro della Scuola Carducci in via Turchi 1, l’illustratrice incontra alcune classi di bambini e svolge una serie di laboratori didattici che danno vita a dei piccoli libri disegnati utilizzando china su carta. I libri sono stati esposti in Biblioteca Ragazzi fino all’arrivo di questa mostra che presenta le tavole originali realizzate per il libro. Edito nel 2014 dalla casa editrice Topipittori La volpe e il polledrino è un commovente racconto, tratto dalla raccolta di novelle e lettere L’albero del riccio, scritta da Antonio Gramsci per i figli Delio e Giuliano.

Viola Niccolai

Viola Niccolai, Nasce a Castel del Piano, un piccolo paese sul Monte Amiata (GR) il 7 dicembre 1986.  Frequenta il corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e il biennio specialistico d’illustrazione all’Accademia di Bologna. È stata selezionata per la mostra degli illustratori della Fiera di Bologna 2012 e alla biennale d’illustrazione d’Ilustrarte nel 2014. Assieme a Silvia Rocchi e Francesca Lanzarini ha creato il progetto espositivo e il libro Bosco di betulle. Fa parte del collettivo La trama autoproduzioni. Ha collaborato con la rivista “Hamelin” e il “NY Times”. A settembre 2014 esce per Topipittori il suo primo albo illustrato, La volpe e il polledrino, su un racconto di Antonio Gramsci.