“LIBERATE VICTOR!” convegno

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LIBERATE VICTOR!

Tra teorie e pratiche dell’educazione libertaria nelle scuole.

a cura di: Viviana Gravano e Valentina Pagliarani 

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dal 24 al 29 novembre 2015 CESENA

Un percorso per le scuole / un convegno / un corso di formazione / proiezione di video documentari

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“Non abbiamo timore di affermarlo: noi vogliamo uomini capaci di evolversi continuamente, capaci di distruggere, di rinnovare di continuo gli strumenti e di rinnovare se stessi; uomini la cui forza consista nell’indipendenza intellettuale, che non si sottomettano mai a nulla, sempre disposti ad accettare il meglio, felici per il trionfo delle idee nuove, che aspirano a vivere molte vite in una sola vita”

Francisco Ferrer y Guardia, 1912

Il Convegno consisterà in una serie di eventi disseminati, distribuiti nella settimana del festival, mirati a riflettere in maniera attiva e informale sul concetto di “educazione” e “insegnamento” concentrandosi in particolar modo su luogo definito come “scuola”, sia istituzionale che non. L’iniziativa fa riferimento all’idea che ci siano una serie di fattori costrittivi che non facilitano né la trasmissione dei saperi né il loro apprendimento. Un sistema fortemente strutturato e gerarchizzato nel quale il “sapiente” svolge un ruolo di emettitore indirizzato verso un “ricevente” che non ha diritto di parola, se non nei termini di una risposta a quanto ricevuto, non produce una vera trasmissione ma solo una forma stereotipica e pericolosamente unidirezionale di relazione. Nella scuola tradizionale, nei sistemi di istruzione occidentale basati su un sistema di lezioni frontali, esami, prove e una forte spinta competitiva, la conoscenza dello studente/allievo non è considerata un patrimonio. La scuola non riesce a innescare reali meccanismi di negoziazione tra il vissuto di chi deve imparare e quello di chi deve insegnare. L’attivista e intellettuale  anarchico Francisco Ferrer y Guardia, inventore dell’Escuela Moderna a Barcellona, scriveva nel 1909: “Il fanciullo nasce senza idee preconcette e il suo migliore educatore sarebbe soltanto colui che meglio fosse in grado di rispettare la volontà fisica, morale ed intellettuale del fanciullo, anche contro lo stesso educatore”. Questo principio potrebbe essere applicato a qualsiasi forma di trasmissione dei saperi, che sia verso un bambino, che sia verso un adulto, ma che sia anche verso un “analfabeta” che si avvicini a qualsiasi forma di “sapere” per conoscerlo.

(Vedi programma specifico del convegno e delle attività collateriali
nelle pagine dedicate)