DI CORTILE IN CORTILE

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“Una città: pietra, cemento, asfalto. 
Gente sconosciuta, monumenti, istituzioni. Cos’è il cuore di una città? E l’anima di una città?
Perché si dice che una città è bella o che una città è brutta? Che cosa c’è di bello e cosa c’è di
brutto in una città? Come si conosce una città? Come si conosce la propria città?
Metodo: bisognerebbe, o rinunciare a parlare della città, o costringersi a parlarne il più
semplicemente possibile, a parlarne in modo ovvio, familiare.[…]
Mai potremmo spiegare o giustificare la città.
La città è qui. È il nostro spazio e non ne possediamo altro”.
[George Perec, Specie di Spazi]
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Lo sguardo si ferma sul cortile, un microcosmo connesso alla città, che porta il segno dell’intimità e della condivisione. É un luogo di passaggio in cui l’attraversamento e gli stralci di vita quotidiana vanno a comporre un mosaico emozionale di memorie, storie e suggestioni correlate alle persone che lo abitano o che lo attraversano temporaneamente. Il cortile, sia esso un appendice di una casa o un luogo pubblico d’incontro, é il depositario di memorie infantili che riemergono a tratti come un archivio personale di rimembranze, sensazioni e sogni modellati dal tempo. Il cortile é l’angolo dei misteri, un luogo circoscritto in cui convivono il dentro e il fuori, due anime ambivalenti sempre pronte a capovolgersi e che disegna una geografia allo tempo stesso intima e pubblica. É uno spazio ricco di storie e di misteri che attendono di scoprirsi attraverso il potere dell’immaginazione. Partendo dai bambini e dal potenziale racchiuso nei residui d’infanzia degli adulti, questo festival si propone come una dedica all’incontro e allo scambio. L’invito è quello di aprire gli occhi sulla bellezza dei luoghi della città di Cesena e sulla poesia quotidiana delle persone che la abitano. Si propone come un’occasione per scoprire come alcuni linguaggi artistici possano convivere e relazionarsi con le persone e con i luoghi, aprendo varchi ai racconti e ai segreti celati dietro ad ogni cortile.

Partendo dalla volontà della Biblioteca Malatestiana e del Comune di Cesena di promuovere un’appuntamento annuale per i giovani e le famiglie e in seguito ad un dialogo intrapreso con il [NON]MUSEO – Centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia, il festival muove i suoi primi passi a Settembre 2015 con il prezioso sostegno di Unicredit,  individuando una porzione di Città che comprende i cortili della Biblioteca e il quartiere adiacente, con il proposito di estendere nel tempo la partecipazione a più vie della città.

Nella ricerca dei cortili privati da coinvolgere, il festival ha incontrato con particolare entusiasmo e stupore il fermento preesistente della contrada Scipione Sacchi. Gli abitanti di questa via, mossi dal desiderio di raccontare e raccontarsi, già da diversi anni hanno aperto i cortili delle proprie abitazioni dando vita ad un progetto periodico denominato Chi non ha contrada non ha casa. Si tratta di una festa collettiva autogestita che offre la possibilità “di conoscersi e riconoscersi”, costruendo così una prospettiva comune che quotidianamente dà anima alla via. Il piacevole e fortuito incontro tra il festival e questo angolo di Cesena, ci offre l’opportunità di raccontare le storie che emergono da chi abita Contrada Sacchi, proponendo una serie di azioni collettive e partecipate volte a ripristinare consuetudini ormai in disuso, ma che un tempo favorivano l’incontro tra persone. Ogni partecipante, chiamato ad interpretare il ruolo di un antropologo dei sentimenti, si troverà di fronte ad una mitologia personale e collettiva che riconoscerà attraverso un processo logico ed affettivo. Il passato, le peculiarità di una storia o di tante storie connesse ad un luogo e intorno al quale un gruppo di persone si ricongiunge, può costituire l’inizio di un nuovo senso di appartenenza e di una nuova consapevolezza di sé e della comunità.

Di cortile in cortile prende forma attraverso la figura di un viandante, immagine mitica e leggendaria associata al viaggio e alla ricerca di una meta finale che si risolve nel viaggio stesso. Il viandante viaggia leggero ed è munito di un paio di scarpe per attraversare strade solitarie. Ha occhi curiosi per osservare ciò che accade intorno. Porta con sé un taccuino su cui annotare pensieri e suggestioni e ha una mappa che senza descrivergli il percorso gli indica la via. Il viandante non abita nessun luogo ma un sentiero che attraversa misteriosi angoli di mondo. Ogni angolo conserva e circoscrive momenti vissuti e storie inenarrate che emergono ogni qualvolta si sfoglia il taccuino. Non é necessario descriverli o narrarli ma immaginarli, immergendosi in un stato onirico in cui é possibile rintracciare le penombre dell’infanzia, le stesse che permettono di evocare il carattere pittoresco di una dimora, di un viso, di una storia e di un… cortile.

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NARRAZIONI, PERFORMANCE, ATELIER-LABORATORI, ASCOLTI E MUSICA, INSTALLAZIONI, CINEMA E VIDEO, MOMENTI PER STARE INSIEME.

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“Di cortile in cortile” Festival itinerante tra geografie affettive, arte e infanzia
 
Promosso da: Comune di Cesena, Biblioteca Malatestiana
Direzione artistica: Valentina Pagliarani
Assistente alla curatela: Adele Vuoto
In collaborazione con: [NON]MUSEO Centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia
Con il contributo di: UNICREDIT
Organizzazione generale in collaborazione con: Adele Vuoto, Paolo Zanfini, Giuditta Lughi 
Ufficio Stampa: Letizia Pollini (Katrièm), Federica Bianchi (Comune di Cesena) 
Il festival è un evento partner di: LA NOTTE VERDE – La settimana del Buon Vivere
Con la collaborazione di: CINETECA DI BOLOGNA, ORECCHIO ACERBO casa editrice
Con la partecipazione degli abitanti di via Uberti, via Montalti e di Via Sacchi e del progetto “Chi non ha contrada non ha casa”. Grazie in particolare per l’aiuto a Paolo Ugolini, Gaia Zappi e Cristina Navacchia.
Sponsor tecnici: Almaverde bio, Studio Grassi Design, Scarpellini Garden Center, Passerini, Teatro Valdoca 
Grazie a tutto lo staff di volontari che hanno contribuito all’organizzazione del  festival 
Illustrazione di: Viola Niccolai.