AZIONI INSIEME AGLI ABITANTI

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AZIONI COLLETTIVE INSIEME AGLI ABITANTI

piccole buone pratiche di racconto per lo stare insieme 

installazioni diffuse per le vie

Con la collaborazione di Paolo Ugolini, Gaia Zappi, Cristina Navacchia 
e la partecipazione degli abitanti di: via Sacchi, via Uberti, via Montalti

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Nella ricerca dei cortili privati da coinvolgere, il festival ha incontrato con particolare entusiasmo e stupore il fermento preesistente della contrada Scipione Sacchi. Gli abitanti di questa via, mossi dal desiderio di raccontare e raccontarsi, già da diversi anni hanno aperto i cortili delle proprie abitazioni dando vita ad un progetto periodico denominato “Chi non ha contrada non ha casa”. Si tratta di una festa collettiva autogestita che offre la possibilità “di conoscersi e riconoscersi”, costruendo così una prospettiva comune che quotidianamente dà anima alla via. Il piacevole e fortuito incontro tra il festival e questo angolo di Cesena, ci offre l’opportunità di raccontare le storie che emergono da chi abita Contrada Sacchi, proponendo una serie di azioni collettive e partecipate volte a ripristinare consuetudini ormai in disuso, ma che un tempo favorivano l’incontro tra persone. 

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“CAPSULE DEL TEMPO”

installazione

Testi tratti da “Infanzia Berlinese. Intorno al millenovecento” di W. Benjamin
Trascritti dagli abitanti di via Sacchi, via Uberti, via Montalti 

I palazzi delle vie coinvolte saranno uniti da fili che andranno da una parte all’altra e ai quali verranno appesi dei lenzuoli bianchi sui quali si scriveranno, insieme agli abitanti delle vie, frammenti del testo di memorie “Infanzia berlinese. intorno al millenovecento” scritto da Walter Benjamin. L’azione di scrittura avverrà durante un laboratorio condotto la settimana prima del festival. La riscrittura delle memorie altrui, sarà un modo per evocare penombre di ricordi d’infanzia che potrebbero appartenere a chiunque di noi.

“Come una madre che accosti il neonato al petto senza svegliarlo, così la vita procede per lungo tempo con i ricordi ancora gracili dell’infanzia. E nulla irribustì i miei più della vista sui cortili con le loro buio logge […] Questi punti di sosta la cui pace solo raramente era turbata dal sopraggiungere o dal ripartire delle carrozze, erano per me remote province del mio cortile”. W. Benjamin «Infanzia Berlinese. Intorno al millenovecento»

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“RACCONTI ALLA DERIVA”

installazione di oggetti dalle finestre

Gli abitanti di via Sacchi coinvolti nel festival sono chiamati a calare delle corde dalle loro finestre con attaccati degli oggetti affettivi o che in qualche modo portano con sé la suggestione di un racconto. Gli oggetti scelti costituiranno un frammento narrativo della storia personale di chi vive in quelle case.

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“PENSIERI SU SVARIATI ARGOMENTI”

Gioco collettivo

“Gli elefanti sono generalmente disegnati più piccoli che nella realtà, ma una pulce sempre più grande”
(George Perec, Specie di spazi) 

Tutti gli abitanti delle vie coinvolte sono chiamati a mettere delle sedie fuori dalla propria porta, così come un tempo si mettevano la sera, per dialogare e fare veglia fuori dalle case. Le sedie disegneranno nello spazio-strada dei punti per fermarsi e conversare. Alcuni degli abitanti lasceranno su alcune sedie dei fogli con scritte delle parole. Il gioco consiste nell’iniziare una conversazione da quella parola per poi vedere dove si arriva.