PROGRAMMA E ARTISTI

PROGRAMMA / artisti

I cortili dove si svolge ogni proposta saranno segnalati nella mappa che si ritira all’ingresso del festival.
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 ELENA BELLANTONI
 

“PAROLE CORTE” / Performance partecipata

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

Corte
Cortile
Cortigiano
Cortese
Cortesia
Corteggiare
Corteggio
Cortina di ferro
Corteccia
Corteggiamento
Corteo
Corticale 
Cortocircuito
Fare la corte
Venire alla corte
Le bugie hanno le gambe corte
Per farla corta
Prendo la via più corta
Te ne sei accorto?

Parole Corte è un lavoro di natura relazionale, ci sono delle parole che servono al corteggiamento che descrivono uno stato d’animo o un sentimento. Nella corte si affaccia varia umanità, ognuno con la sua storia da raccontare. Le parole diventano corte, brevi e immediate; battano sulla macchina per scrivere che come un’eco dà voce ai pensieri del cortile. Il ferro della cortina delimitava un territorio ostile, non valicabile in Parole Corte il confine viene annullato attraverso l’abitare uno spazio comune in cui si affacciano visioni condivise.

Elena Bellantoni

Elena Bellantoni (Vibo Valentia,1975) vive e lavora tra Berlino e l’Italia. Dopo essersi laureata in Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, studia a Parigi e Londra, dove nel  2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London; approfondisce poi il teatro-danza e le arti performative con workshop e corsi di alta formazione in Italia ed all’estero. Nel 2007 costituisce Platform Translation Group e nel 2008 è cofondatrice dello spazio no profit 91mQ art project space di Berlino.
Selezione di mostre personali: 2015Lucciole: una riflessione sulla sparizione, , Alviani Art Space, Pescara; Hala Yella at the end of the world, Set Up Plus Art Fair, Bologna; Passo a Due, Careof DOCVA, Milano; 2014: Fondazione Filiberto Menna al Museo Archelogico di Salerno Tempo Imperfetto, Salerno. 2013My name is… elena bellantoni  [. BOX] videoart project space , Milano. 2012 Looking for E.B., Galleria Muratcentoventidue, Bari. 2012: Hala Yella presentation, Caja Negra, Santiago de Chile. 2008: Is it Real? 91mQ art project space, Berlin. 2007Transparentz, Weisser Elephant Galerie, Berlin.             
Selezione di mostre collettive. 2015:   “Capolavori dalla Collezione Farnesina. Uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi”, Museo Nazionale  di Bosnia Erzegovina Sarajevo, Sarajevo, Bosnia Erezegovina: Il MAXXI esce dal MAXXI ed entra in Stazione, Progetto Inchiostro, in collaborazione con il MAXXI, stazione Ostiense, Roma.; La Forma del Pathos, Teatro dell’Orologio, Roma; The Nationless Pavilion Nation 25, Magazzini del Sale, 56th Biennale di Venezia, Venezia;  Exploring Resilience, Mila Kunstgalerie, Berlino. 2014: Farnesina porte aperte mostra artisti MAE nuove acquisizioni, Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina, Roma. Talent Prize 2014 mostra finalisti Acquario Romano, Roma. White Canvas, University of Oradea, Faculty of Arts, Romania. Video Art Year Book at Bologna Universty of Visual Arts, Bologna. African Fabbers, Marrakech Biennale, L’Blassa, Marrakech, Marocco. Exodus Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires, Argentina. Spazi di percezione tra intangibile e tangibile, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma. 2013: 55th Biennale di Venezia, presentazione project Italiens, Ca’ Giustinian, Venezia.  Ikono Video Festival in streaming: Visioni Domestiche, Collegium Hungaricum, Berlino; Archive tellers, MAXXI B.A.S.E., Roma; Visioni d’arte Galleria A+A, Venezia; C’è una piccola radice che, se la masticate, vi spuntano le ali immediatamente, MAC Museo, Lissone; Exodus Italia, MUMI Museo de las Migraciones, Montevideo Uruguay. 2012: Re-Generation, Museo Macro, Roma. Regeln für die Revolution sul ‘Fatzer’ di Brecht, Volksbühne Fatzer Kurzfilmkino, Berlino e Cinema Massimo, Torino. In Other Words, Kunstraum Kreuzberg Bethanien, Berlino. Werttransport VBM 20.10 Gallery, Berlino. 2011: Italiens ITaliens – junge Kunst in der Botschaft, Italian Embassy in Berlin. Biennale di Salonicco  Bazaar, Salonicco, Grecia. On Books, 98Weeks project space, Beirut, Libano. 2010: Europe as a Space of Translation, Biennale della Traduzione PAN Palazzo delle Arti di Napoli. Interface, , Mlac (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea), Roma. Das Schönste im Leben, Pilotenkueke, Leipizger Baumwollspinnerei, , Lipsia, Germania. 2009BAC Festival Internacional de Arte Contemporaneo de Barcelona, CCB Museum, Barcellona. 53rd Venice Biennal Italy Imprimatur2- punti focali per una riflessione sui linguaggi, Incubatore di Sant’Elena, Venezia. Platfrom Transaltion project: Street  Haker 2  Centro de Extension Universidad Catolica, Santiago de Chile.                            
Selezione di premi e residenze. 2015: Apulia Land Art Residency, curate da Ilaria Gianni, Ostuni; Box Art Residency Cosenza, curate da Alberto Dambruoso, Cosenza; 2014:  Finalista Talent Prize, premio Repubblica.it. Menzione speciale della giuria per Il Detour on The road Film Festival. Vince bando African Fabbers  all’interno della Biennale di Marrakech2013 vince il primo premio nella sezione video arte di FestArte/Factory per il concorso I colori del Mondo, Macro la Pelanda, Roma; Residencia Expacio Versus, Santiago del Cile. 2012: bando NGBK – Neu Gesllschaft für Bildende Kunst – con il progetto In Other Words, realizzato presso Kunstraum Kreuzberg Bethanien e NGBK di Berlino. Selezionata per il progetto ITaliens – junge Kunst in der Botschaft, Ambasciata Italiana, Berlino. 2009 Movin’up G.A.I., Torino con un progetto e una mostra a Santiago del Cile; residenza Progetto Isole, Palermo. 2008 residenza con l’artista Francis Alys 98weeks project space, Beirut. 2006: premio Temphelhof-Shoneberg Kunstpreis Zum Ball-Spiel, Berlino. Collezioni pubbliche: 2014 entra nella Collezione Farnesina, presso il Ministero degli Affari Esteri, Roma.
 
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ENRICO MALATESTA

“FORESTATAMBURO”

sezione IInstallazione sonora 

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

sezione IIWorkshop di ascolto ed osservazione

DOMENICA 20 SETTEMBRE

L’intento è quello di configurare, in base alle caratteristiche e alle “possibilità” offerte dal cortile, dei dispositivi di ascolto ed attivazione dello spazio (strumentale, soggettivo e architettonico) che intuitivamente consentono un potenziamento percettivo del suono in quanto evento relazionale.

Enrico Malatesta

Enrico Malatesta, (*1985, Cesena Italia), percussionista attivo nel campo della musica contemporanea; ha studiato percussioni classiche presso il conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e la sua personale ricerca è volta ad estendere le possibilità soniche e multimateriche degli strumenti a percussione tramite tecniche gestuali semplici, in grado di realizzare complessi spessori poliritmici ed informazioni multiple che intercorrono tra esecutore, spazio e strumento. Oltre ai personali progetti, è attivo anche come interprete di repertorio solista del ‘900 comprendente partiture grafiche e/o di notazione non tradizionale di compositori quali John Cage, Morton Feldman,Earle Brown con particolare riferimento ed omaggio al lavoro di Max Neuhaus. Lavora regolarmente in duo con i percussionisti Christian Wolfarth e Seijiro Murayama, con i musicisti/sound artist Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi, Luciano Maggiore, Riccardo Baruzzi,con il trio elettroacustico ~ Tilde (con Attila Faravelli e Nicola Ratti) ed è membro fondatore di “Glück”†ensemble di percussioni composto da Burkhard Beins,Enrico Malatesta,Michael Vorfeld,Christian Wolfarth e Ingar Zach. Vanta pubblicazioni con le etichette discografiche Presto!?Records, Second Sleep, Senufo Editions, Entr’Acte, Alku, Balloon and Neddle, Aural Tools; ha preso parte a programmi di residenza artistica per sviluppare progetti individuali e collaborazioni in strutture internazionali quali: Qo2 workspace for experminetal music and sound art’ Bruxelles (Belgio), Hotel Pupik artist in residence Schrattenberg (Austria), A.I.R. KREMS Krems an der Donau (Austria), F.D.V Fabbrica del Vapore/Careof Milano (Italia), La Chambre Blanche Ville de Quebéc (Canada) e ha tenuto concerti in Europa, Corea del Sud, Giappone e Nord America. Tra il 2007 e il 2013 ha lavorato come musicista di scena per Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri. Collabora regolarmente con Riccardo Baruzzi nei progetti installativo/performativi “Studio†Visit”†e “Mini†Strutture†Sparse”Æ Interessato alla didattica, ha sviluppato ‘Sull’Istmo’ laboratorio teorico/pratico sul dettaglio sonoro comprendente anche una sezione dedicata all’infanzia. Organizza eventi, concerti e seminari volti a migliorare la circuitazione della musica contemporanea e tradizionale.www.enricomalatesta.com.  

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SILVIA COSTA

“E IL TEMPO SI FERMò ALLE CINQUE” / teatro-narrazione

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

ideazione Silvia Costa
con Laura Dondoli
 
Dopo che il Cappellaio Matto aveva cantato per la Regina di Cuori una canzone, con risultati così disastrosi che fu accusato di “ammazzare il tempo”, accadde che nel suo celebre giardino nel Paese delle Meraviglie, il Tempo, risentito, si fermò alle cinque.

Pare che anche qui, nel cortile di via …. n°… il tempo si sia fermato e una perenne ora té sarà lì ad aspettare i capitati per caso, i passanti fortuiti o chiunque si volesse riposare un poco, sorgeggiando una buona e sempre fumante tazza di tè. Ma qui non ci sarà nessun discorso sconclusionato, nessuna canzone strampalata. A tenervi compagnia ci sarà solo una voce dolce che reciterà per voi qualche poesia, cercando di farlo passare questo Tempo.

Silvia Costa
Silvia Costa ( Treviso, 1984 ), Regista e performer, si diploma nel 2006 in Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Dal 2007, insieme al musicista e compositore Lorenzo Tomio, inizia un personale lavoro di creazione per la scena. L’origine della sua ricerca parte da un’affezione all’immagine, da una volontà di scavo e discesa, là fino a dove essa conduce. Una ricollocazione continua di quel punto di rottura, dove dal guardare si può condurre lo spettatore a pensare. I suoi lavori sono stati presentati in alcuni dei principali festival italiani (Festival Uovo, Milano; Es.terni Festival, Terni; Contemporanea, Prato; Festival delle Colline Torinesi; Crisalide Festival, Forlì; Operaestate, Bassano; Zoom Festival, Scandicci; Natura dei Teatri, Parma) e internazionali (Festival de la Cité Internationale, Parigi; Euro-scene, Lipsia; BIT Teatergarasjen, Bergen; Drugajanje Festival, Ljubljana). Dal 2012, in seguito ad una commissione da parte del festival UovoKids di Milano, è iniziato anche un percorso di creazione di lavori installativo-performativi dedicati all’infanzia. Dal 2006 lavora come attrice con la compagnia Societas Raffaello Sanzio, e come collaboratrice artistica nelle produzioni teatrali e operistiche del regista Romeo Castellucci.  
 
 
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MUTA IMAGO

“VIA PLAIOLA 29 ” / ascolto – radio dramma

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

ideazione Riccardo Fazi e Claudia Sorace
raccolta, montaggio e creazione del suono Riccardo Fazi
con la partecipazione di Francesco Fazi, Speranza Franchi e di buona parte dei rappresentanti di una piccola comunità

Un cammino acustico nello spazio e nel tempo di un racconto. L’attraversamento di una giornata, svolto nelle sue impressioni sonore, dal vivo e nel reale. Tutto inizia nella maniera più semplice: una persona si sveglia al mattino ed esce di casa.

Trasmissioni

1-4 maggio 2014 Bellaria Film Festival / 11-12/07/14 – ore 21 | Radio Days, Santarcangelo •14 / 19/11/12 – ore 22.50 | Radio3 / 26/08/12 – ore 17.10 | Radio3

Muta imago
Muta Imago è un progetto di ricerca artistica e una compagnia teatrale nata a Roma nel 2006 e oggi con base a Roma e a Bruxelles. E’ guidata da Claudia Sorace (regista) e Riccardo Fazi (drammaturgo/sound designer). E’ composta da tutte le persone che sono state, sono e saranno coinvolte nella realizzazione dei progetti. E’ alla continua ricerca di forme e storie che mettano in relazione la sfera dell’immaginazione con quella della realtà presente: umana, sociale e politica. Per questo realizza spettacoli, performance, installazioni dove lo spazio è quello della relazione e del conflitto tra l’essere umano e il suo tempo. Lo spettacolo Pictures from Gihan che ha debuttato nel novembre 2013 al Romaeuropa Festival, la performance In Tahrir e i progetti Una settima nella vita e Art you lost? quest’ultimo candidato ai Premi Ubu 2014 e realizzato insieme a Luca Brinchi, Roberta Zanardo, Matteo Angius e la compagnia lacasadargilla, sono gli ultimi lavori prodotti. (a + b)3 (2007), Lev (2008), Madeleine (2009), La rabbia rossa (2010), Displace (2011) sono stati ospitati dai più importanti festival nazionali, tra cui  Romaeuropa Festival, Napoli Teatro Festival Italia, Vie Scena Contemporanea Festival, Biennale Teatro, Santarcangelo International Festival of the Arts, Inteatro Festival, Bassano Opera Festival, Primavera dei Teatri, Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo; e in diversi festival internazionali tra cui Premiéres Festival (Strasbourg), Festival International des Brigittines (Bruxelles), Théâtre de la Ville (Paris), Festival Cyl (Salamanca), Fadjr Festival (Teheran), Bipod Festival (Beirut), Clipa Aduma Festival (Tel Aviv), Unidram Festival (Potsdam), Temps d’Images (Cluj-Napoca, Budapest), Teatro/Theater: Italienischer Theaterherbst (Berlin), Escrita Na Pasaigem (Evora), Na Strastnom (Mosca), Sirenos Festival (Vilnius), Mot Festival (Skopje). Negli anni Muta Imago è stato finanziato produttivamente da: RomaEuropa Festival, Napoli Teatro Festival, Festival delle Colline Torinesi, Fabbrica Europa, Bassano OperaEstate Festival, Artlink Association Romania, Centro Valeria Moriconi, Inteatro Festival; dalla Regione Lazio e dal Ministero dei Beni Culturali. Nel 2009 la compagnia ha vinto il Premio Speciale Ubu, il Premio della critica dell’ Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il premio DE.MO./Movin’UP.  Nello stesso anno Claudia Sorace ha vinto il Premio Cavalierato Giovanile della Provincia di Roma e il Premio Internazionale Valeria Moriconi come “Futuro della scena”. Nel 2011 ha vinto il premio come migliore regia e migliore spettacolo al XXIX Fadjr Festival di Tehran.  
 
 
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LESLIE SILVANI (KATRIèM ASSOCIAZIONE)
 
TI RACCONTERO’ DI COSE ANTICHE / percorso narrativo
 

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

Un cortile nasconde milioni di centimetri di segreti. Guardare vuol dire anche ascoltare una storia antica. Passo dopo passo toccare immagini di una volta, parole che disegnano un salto e una capriola. Poche persone alla volta per celebrare un luogo quotidiano che forse è un atlante di isole sconosciute.

Leslie Silvani

Leslie Silvani, Il filo conduttore delle sue esperienze è l’infanzia. Laureata in Scienze filosofiche, ha sempre lavorato con i bambini: privatamente, nelle scuole e in strutture per l’infanzia. Si accosta al teatro seguendo, nel 2006/2007, un laboratorio di formazione teatrale  con il regista, attore, sceneggiatore cesenate Franco Mescolini, recitando in seguito in alcuni suoi spettacoli.  Nel 2009 segue il laboratorio di danza-teatro condotto da Raffaella Vuellerimin. Frequenta in seguito un seminario di maschera e mimo condotto da Michele Monetta per il Dams di Bologna. Dal 2009 al 2012 lavora, come attrice e performer, per lo spettacolo di strada Carretti Musicali, prodotto da Aidoru Associazione in collaborazione con Teatro Valdoca, realizzato anche per il teatro-ragazzi, che ha debuttato al teatro Bonci nel marzo 2010. Ha curato insieme a Roberta Magnani, di Aidoru Associazione, il progetto Fairy Tales Wall, azione artistica collettiva che ha lo scopo di raccogliere le fiabe di diverse culture e diffonderle con letture pubbliche. Dal 2012 collabora con Katrièm Associazione curando letture, percorsi animati e laboratori esperenziali – sensoriali dedicati all’infanzia. Ha seguito percorsi annuali di formazione rivolti al personale insegnante delle scuole materne gestite e coordinate dal gruppo Comete di Forlì, tra cui “Il gesto grafico che prepara alla scrittura” , un percorso sperimentale della dottoressa Alessandra Venturelli, fondatrice e presidente dell’Associazione Onlus «GraficaMente» che si occupa di prevenzione e di recupero della disgrafia. Ha frequentato un corso di formazione sulla Philosophy for Children condotto da Pierpaolo Casarin e organizzato dal CDA di Forlì. E’ educatrice presso una scuola dell’infanzia di Forlì, dove cerca di portare il proprio personale Sguardo. Lavora come educatrice e conduttrice di laboratori presso Borgo Indaco – Scuola estiva di + arti, progetto di Katrièm Associazione ed è parte del coordinamento didattico del [NON]MUSEO – Centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia.  

 

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SISSJ BASSANI 

“UN FIORE INVISIBILE – Esercizi per corpo addomesticato nel tentativo di un gioco impossibile” / Performance di danza (diffusa per le vie)

un progetto speciale di Katrièm Associazione
a cura di Valentina Pagliarani

DOMENICA 20 SETTEMBRE

Un corpo che danza per le vie della città in cerca di un gioco. Un gioco che risponde alle regole dell’impossibile. Giocare con lo spazio pubblico. Giocare con l’incontro e la relazione fortuita con l’altro. Aprire a caso le pagine di un manuale scritto negli anni cinquanta da Yoko Ono. Trasferire nel proprio corpo pratiche, suggerimenti, suggestioni, possibilità, impossibilità per abitare quello spazio, in quel preciso momento. Giocare come un bambino per le strade della città, costruendo di volta in volta il proprio spazio per poi distruggerlo e ricominciare ogni volta da capo. (Foto: Angelika Leik / Verdecoprente 2015)

Sissj Bassani

Sissj Bassani, giovanissima danzatrice nata a Cesena nel 1997. All’ età di 3 anni comincia lo studio di danza presso la scuola di Longiano Laboratorio Danza & Teatro. Si avvicina al teatro di ricerca partecipanto a a workshop con Dewey Dell, Maria Donata D’Urso, Claudia Castellucci e Teatro Valdoca. Dal 2012 collabora con Katriem Associazione di Cesena diretta da Valentina Pagliarani come fotografa e danzatrice per diversi progetti artistici. Dal 2013 è danzatrice presso la compagnia Gruppo Nanou di Ravenna e dal 2015 collabora con il danzatore Salvo Lombardo al progetto Casual Bystanders.

 

 

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CRISTINA BROLLI
 

“ZUPPA DI SASSI ED ALTRE STRANEZZE” / narrazione e laboratorio

SABATO 19 SETTEMBRE

in collaborazione con Gaia Zappi

Imburrare una fetta di pane, ascoltare la pioggia che cade, annusare pozioni stregate di erbe aromatiche, scavare piccole buche dentro la terra umida,  seguire il viaggio lunghissimo di un insetto senza ali. Queste e più’ cose ricordo di un vecchio cortile,  queste e più’ cose oggi ritrovo nei vostri .

 

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CRISTINA BROLLI

“INDOVINARE LE OMBRE” / piccolo atelier fotografico 

DOMENICA 20 SETTEMBRE

Nei cortili riposano ombre, figure nascoste agli occhi dei più’ ma che i bambini sanno scovare. Nei cortili abitano storie possibili, figure di polvere, sassi da colorare. Le andremo a stanare con i nostri occhi grandi. Le lenti, gli specchi ci aiuteranno. Saranno storie da fotografare, saranno riflessi da raccontare. (Chi vuole può portare con sè la propria macchina fotografica).

Cristina Brolli

Cristina Brolli, Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna, lavora per molti anni nel laboratorio del padre, noto artigiano riminese. Dal 1991 si trasferisce a Roma, dove lavora come ceramista. Esegue lavori su commissione di Tonino Guerra ed espone in mostre collettive e personali fino al 1994. Nel 1994 si trasferisce a Bruxelles dove vive nove anni, e dove, grazie ai suoi tre figli e alle loro letture si appassiona alla letteratura per ragazzi, incantata dalla produzione delle case editrici francesi/ francofone. Dal 2003 al 2006 vive a Milano e poi a New York (fino al giugno 2014) dove riscopre la fotografia e ci si dedica (www.cristinabrolli.comhttps://instagram.com/cristinabrolli/ http://cristinabrolli.tumblr.com/page/2, frequentando corsi specializzati e workshop presso (ICP-NYC) e altre istituzioni culturali. Dal 2012 al 2014 matura una bellissima esperienza di “atelierista” in una scuola materna francese, LPNY La Petite Ecole (New York). In questi ultimi anni ha partecipato ad attività formative presso “Bankstreet  School of education” and “Beginnings preschool”. Esposta al bilinguismo da anni, e conoscendone i vantaggi e gli effetti, attraverso i suoi stessi figli, ora Cristina, tornata finalmente a casa, si adopera per unire arte e multilinguismo nella sua città natale. Frequenta corsi di Formazione per Lettori Volontari, segue percorsi formativi presso  Ludea (Libera Universita’ per l’ Educazione Attiva). Cristina è iscritta e frequenta il Corso di Laurea “Educatore Sociale e Culturale” presso AlmaMater Università di Bologna.  

 

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GIORGIA VALMORRI

SISTEMA / installazione

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

27 strutture di alluminio, scotch, argilla bianca, resina; 47 tavole di cera colorata incise, di dimensioni variabili, basi di legno di cm 30 di altezza, lampadine e materiale elettrico; dimensioni complessive d’ambiente

L’installazione comprende una composizione a terra costituita da tavole di cera di colori e misure differenti e retroilluminate, su di esse sono incise frasi che si riferiscono a miti e leggende associate ad alcune delle piante dell’orto di Spiazzi Verdi a Venezia, luogo nel quale è stata realizzata l’opera. Miti, leggende e racconti sono la prova del nostro antico legame con il mondo vegetale. Le parole di un immaginario vecchio di secoli sono incise nella cera e prendono voce grazie alla luce che le illumina da sotto. La cera profuma e invita al senso della comunità riferendo al lavoro delle api e al loro procedere come un’intelligenza plurale. L’artista riflette sul concetto di “sistema” osservando la struttura delle piante, ognuna contemporaneamente connessa e risultato di connessione. Nel mondo vegetale non esiste la nozione di “individuo” inteso come insieme inseparabile di parti. Le piante sono plurali anche nel loro sviluppo interno, non solo nelle loro connessioni di rete con le altre piante e con l’ambiente. Ciò che resta oltre la sostanza linfatica e le singole emergenze (gemme, fiori, foglie, frutti) è la forma della struttura che permette alla pianta di procedere nel suo sviluppo.

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GIORGIA VALMORRI
GIARDINO DI CONNESSIONI. secondo movimento / disegno
 
SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE
 
Disegno a penna Bic su carta Fabriano Accademia 160 grammi di cm 150×150, terra,
dimensioni complessive d’ambiente. Nel disegno la composizione ritrae elementi vegetali che l’artista ha osservato nell’orto di Spiazzi Verdi alla Giudecca. Studio vegetale, nasturzio, finocchietto selvatico, grano, bietole, paglia, erba

 

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GIORGIA VALMORRI

“EPPURE SEI COSI’ PICCOLO MA INDIMENTICABILE” –  primo movimento /

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SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

All’interno del cortile verranno installati tutti i ricordi che sono stati donati, nella creazione di “Messo a Dimora”, progetto di installazioni e arte partecipata pensato e creato da Giorgia Valmorri  all’interno nel NON MUSEO – Centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia. All’interno del progetto, partendo dalle persone che abitano nella corte interna di Via Aldini dove si trova lo spazio del Non Museo, è stato chiesto un piccolo oggetto che portasse con se una storia. L’oggetto poteva essere donato o anche solo prestato, si è andata così a costituire una stanza dei ricordi dove più di cento oggetti comunicavano tra di loro e con le loro storie. Il progetto uscirà dalle mura del NON MUSEO per interagire con tutta la città di Cesena, per fare questo il suo primo movimento sarà quello di installare tutti i ricordi all’interno di un giardino, dentro il quale le persone entrando  potranno portare a loro volta un oggetto con la propria storia, facendolo interagire con gli oggetti già inseriti nella “collezione affettiva”, oppure scegliendone uno e giocando con le tante possibilità correlate alla sua storia. L’azione induce ad una nuova comunicazione tra gli oggetti andando a creare una nuova storia, che non parlerà più dell’oggetto singolo ma quanto della relazione nata dall’incontro tra più narrazioni. Dopo il primo movimento EPPURE SEI COSI’ MA INDIMENTICABILE, incomincerà il suo percorso all’interno della città con la creazione di uno spazio dedicato che si troverà all’interno del progetto ARCIPELAGO presentato da [NON]MUSEO durante l’inaugurazione del 26 e 27 settembre.

Giorgia Valmorri

Giorgia Valmorri, Nasce il 20 agosto del 1984. Si approccia all’arte fin da bambina iniziando gli studi artistici. Nel 2007 consegue il diploma quadriennale nel corso di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. Dal 2013 collabora e partecipa a Workshop curati da  Silvia Petronici  “Sense of Community”, sull´arte installativa site-specific, continuando così  con il suo percorso artistico, attraverso la creazione di mostre e installazioni site specific, nelle sue opere il filo condotture è la partecipazione e l’importanza del seme, come punto dalla quale parte il tutto. 

 

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VINCENZO VASI E VALERIA STURBA – OOOPOPOIOOO / performance sonora  

SABATO 19  SETTEMBRE

Dopo due anni di intensa attività e più di settanta date in Italia, Europa e Americhe, esce finalmente il primo lavoro discografico del duo OoopopoiooO, progetto di Vincenzo Vasi e Valeria Sturba, musicisti tra i più interessanti nel panorama italiano odierno. Il loro lavoro vede come protagonista il theremin (strumento del quale sono entrambi virtuosi e massimi esponenti), e si pone a cavallo tra pop e sperimentazione sonora, incrociando spesso universi artistici “lontani”. Si intreccia, ad esempio, con quello di scrittori come Ermanno Cavazzoni e Stefano Benni, ma anche con quello di artisti visivi come Luigi Minguzzi, Cosimo Miorelli, Alberto Stevanato e Solenn Le Marchand; con il mondo dei film muti (vincono il festival Rimusicazioni) e con quello di giovani autori di talento (le filastrocche “Animali da concerto”). Anche per questo OoopopoiooO è un progetto trasversale, non inquadrabile in alcun genere; il loro bizzarro nome, con le O grandi ai lati, è comparso sui cartelloni dei festival più disparati: Young Jazz per Umbria Jazz, Electromagnetica Theremin Fest, Flussi, Dancity, Hai Paura del Buio?… Negli undici brani dell’album omonimo si compie un viaggio dedicato ai suoni e alle visioni, in cui è facile perdersi in atmosfere oniriche o lasciarsi cullare dal suono impalpabile dei theremin, ma anche farsi trasportare dal ritmo e dalla leggerezza delle canzoni. I due theremin, violino e basso, le due voci, l’elettronica, i giocattoli e le piccole percussioni di ogni tipo distribuiti su due set quasi speculari, l’ampio uso dei loop e di musica elettronica “suonata”, portano la massa sonora di questo insolito duo ai livelli di una piccola orchestra, capace di ospitare tutti i loro mondi paralleli in una sorta di multiverso fluttuante e cool. E come un sistema di pianeti essi interagiscono e gravitano intorno ad altri musicisti, con cui sperimentare affinità e differenze. Hanno così preso parte alle registrazioni Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro, Filippo Monico, Antonio Borghini, Dimitri Sillato, Edoardo Marraffa, Zeno De Rossi.

Vincenzo Vasi e Valeria Sturba
Vincenzo Vasi – polistrumentista, compositore versatile e dallo stile surreale – suona infatti basso, theremin, marimba, vibrafono, elettronica, giocattoli e voce – è considerato uno dei musicisti più eclettici nell’ambito delle musiche eterodosse e non. Il suo stile spazia trasversalmente toccando vari generi, dalla sperimentazione elettronica sino al pop d’autore. Attivo sin dal 1990 nell’ambito della musica di ricerca con diversi progetti tra i quali, Trio Magneto, Ella Guru, OoopopoiooO, Gastronauti, Switters, Orchestra Spaziale, Etherguys, il suo nome compare in più di sessanta incisioni discografiche. Collabora stabilmente con Vinicio Capossela, Mike Patton, Remo Anzovino, Mauro Ottolini e Sousaphonix, Roy Paci; quest’ultimo è il produttore dell’album VINCE VASI QY LUNCH (Etnagigante / v2). Di recente pubblicazione il disco di theremin solo Braccio Elettrico; PerFavoreSing insieme al pianista Giorgio Pacorig; OoopopoiooO insieme alla polistrumentista Valeria Sturba. Ha suonato con Chris Cutler, Tony Coe, Butch Morris, Antonello Salis, Pierre Favre, Phil Minton, Paolo Angeli, Gianluca Petrella, Cristina Zavalloni, Otomo Yoshihide, Lol Coxill, OminoStanco, Steve Piccolo, Wang inc., Joey Baron, Ikue Mori, Lukas Ligeti, John Zorn…
 
Valeria Sturba – polistrumentista e compositrice – suona violino, theremin, voce, elettronica, looper, effetti. I suoi orizzonti musicali spaziano dalla musica d’autore al rock al tango, dall’improvvisazione all’elettronica, conservando una forte propensione per il minimalismo. Ha preso parte a incisioni discografiche, rimusicazioni di film muti, registrazioni di colonne sonore, reading. Ha partecipato ai festival UmbriaJazz, Electromagnetica Theremin Fest, Dancity, Hai paura del buio?, Aterteater, LugoContemporanea, RoBOt, Flussi, Bergamo Jazz. I suoi principali progetti sono: OoopopoiooO, duo con Vincenzo Vasi in cui sviluppa la ricerca sul theremin e la sperimentazione elettroacustica; Vale and the Varlet, duo elettropop con la cantante autrice Valentina Paggio; S.T.U.R.B.A., quartetto avant jazz con Pasquale Mirra, Vincenzo Vasi e Francesco Cusa, in cui le sue composizioni si immergono in ampi spazi di improvvisazione radicale. Attualmente fa parte della “Grande Abarasse Orchestra” di John De Leo. Ha collaborato con: Ermanno Cavazzoni, Tristan Honsinger, Enrico Gabrielli, Giancarlo Bianchetti, Pepe Medri, Fabrizio Puglisi, Diego Cofone, Mauro Ottolini, Daniele Faraotti, Stefano Benni, Enrico Fazio, Filippo Monico, Sebastiano De Gennaro, Edoardo Marraffa, Remo Anzovino, Tiziano Popoli, Dimitri Sillato, Cristiano De Fabritiis, Fabio “Reeks” Recchia, Giancarlo Schiaffini, Luke Fischbeck… 
 
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KATRIèM ASSOCIAZIONE e ORECCHIO ACERBO

LE CASE DEGLI ALTRI BAMBINI / laboratorio e narrazione

SABATO 19 E DOMENICA 20 SETTEMBRE

dal libro di Luca Tortolini e Claudia Palmarucci
in collaborazione con Orecchio Acerbo – Casa Editrice 
laboratorio condotto da: Fabiola Tinessa (Katrièm Associazione)
con la partecipazione degli autori: Luca Tortolini e Claudia Palmarucci

Moderna o d’epoca, popolare o di lusso, di mattoni o di paglia, ogni casa ha un cuore segreto. Nascosti fra le sue mura i segni e, sopratutto, i sogni del bambino che la abita. Suonare, aprire la porta, entrare nelle case dei nostri amici. E scoprire, a volte, le altre facce della luna. Le case dell’infanzia rimangono per sempre dentro di noi, anche quando non esistono più. Il laboratorio esplorerà questo libro che nasce come un invito a scoprire le case, e i pensieri, di tutti i bambini.

Gli autori saranno presenti DOMENICA 20 SETTEMBRE per interagire con il laboratorio dedicato al loro libro (dalle 15.30 alle 18.00) e per uno spazio di book signing dedicato ai visitatori presso il temporary book shop di Orecchio Acerbo (dalle 18.00 alle 18.30).

Orecchio Acerbo e Katrièm Associazione

Orecchio Acerbo, Categoria farmaceutica: Libri per ragazzi che non recano danno agli adulti / libri per adulti che non recano danno ai ragazzi. Indicazioni terapeutiche: Stati di grave bulimia televisiva. Sindrome acuta di insufficienza immaginatoria. Distonia o rimbecillimento da abuso di videogiochi. Irritazioni cellulari da SMS. Coaudiuvante nel trattamento delle dipendenze da psicofamiliari (anfemammine, erononnine, coccaziine ecc.). Intolleranze alimentate razziali, politiche, religiose ecc.). Elettroencefalodramma da iperattività. Squilibri emotivi connessi a stress per mancanza di mancanze. Stati apatici da eccesso di conformismo. Danni nel campo visivo. Abbassamento della soglia di solidarietà. Orecchio Acerbo è una casa editrice, fondata e diretta da Fausta Orecchio (dir. editoriale) e Simone Tonucci (dir. commerciale) – che ne curano anche l’aspetto grafico – è nata nel dicembre 2001. Insieme a Fausta e Simone, lavorano: Paolo Cesari (redazione e ufficio stampa), Carla Ghisalberti (redazione e laboratori),
e Federico Ortolani
(logistica).

Katrièm Associazione, nasce nel 2009 nella città di Cesena. Il lavoro parte dall’impegno di un gruppo di giovani curatori, artisti, educatori ed operatori culturali che tracciano un progetto orientato alla diffusione, conoscenza e fruizione pubblica dell’arte contemporanea, con un grosso focus sull’educazione. In particolare Katrièm si dedica ad una ricerca che ha come fulcro centrale la cultura infantile e l’incontro tra i bambini e l’arte contemporanea. Promuove laboratori, eventi espositivi e performativi, progetti didattici per le scuole, corsi di formazione e lavori site specific con artisti. Dal 2010 cura il progetto di “Borgo Indaco. scuola di + arti per bambini” e “BIM! Microfestival di cultura infantile”. Nel 2014 inaugura lo spazio stabile e indipendente del [NON]Museo – centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e il Comune di Cesena. Le figure portavoce del gruppo sono Valentina Pagliarani, giovane curatrice ed educatrice che ne è direttrice artistica; Fabiola Tinessa, psicologa ed educatrice, che insieme a Leslie Silvani, educatrice, curano il coordinamento didattico; Letizia Pollini, organizzatrice culturale; Si aggiunge la partecipazione costante di un gruppo di artisti tra i quali Enrico Malatesta, Giorgia Valmorri, Simona Barducci e Barbara Balestri. [www.katriem.it].  


joseph-cornell-solomon-islands NICOLA DALTRI “APRITI SESAMO” / installazione partecipata Una tenda in un cortile. Cosa ci fa? Entriamo. Un uomo seduto, che traffica con delle mappe. Dove siamo? “Apriti sesamo” nasce dalla suggestione offerta da queste domande. Vista come punto di partenza e di arrivo del percorso di “Di cortile in cortile”, la tenda fungerà da raccoglitore delle esperienze individuali di ciascun visitatore. L’obiettivo finale è quello di costruire una mappa, per associare finalmente la città ai suoi racconti.

Nicola D'altri

Nicola D’Altri è nato nel 1990 a Cesena. Ha vissuto a Ferrara, a Barcellona e a Venezia. Al momento si occupa di teatro e poesia e sta seguendo un progetto presso l’isola di Madeira, in Portogallo. È in uscita presso oedipus editore il suo primo libro di poesie 

 

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CINETECA DI BOLOGNA

“PARODIA E ARCHITETTURA NEL CINEMA DI BUSTON KEATON”

SABATO 19 SETTEMBRE

In occasione dell’avvio dell’opera di restauro delle sue pellicole da parte della  Cineteca, una proiezione di sequenze tratte da alcuni film di Buster Keaton,  in cui il regista si trova alle prese con costruzioni improbabili, bizzarri macchinari e case da assemblare. 

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QUATTRO PICCOLE STORIE IN CORTILE

Dalle storie illustrate di Eva Montanari 
voce: Leslie Silvani, Frei Rossi
registrate in occasione della mostra di Eva Montanari a BIM! Microfestival di cultura infantile – III° edizione
 
DOMENICA 20 SETTEMBRE

Entrare in un cortile e sedersi. Chiudere gli occhi ed ascoltare quattro storie senza immagini. Solo voce in uno spazio familiare che lascia libera l’immaginazione. Le storie appartengono a quattro albi illustrati e scritti da Eva Montanari e registrati da Leslie Silvani e Frei Rossi in occasione della mostra dedicata all’illustratrice presso BIM! Microfestival di cultura infantile.