Artisti

Alexa Invrea

“Traumwelt” 

mostra – installazione | Galleria Cesuola 
 16 settembre < 7 ottobre
Domenica 16 Settembre vernissage ore 18:30 / Finissage  Domenica 7 Ottobre ore 18:00 /  open: tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00, il sabato anche dalle 9.00 alle 12.00.

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L’installazione “Traumwelt” è una mostra declinata nella forma espressiva della performance in cui lo spazio, il tempo, il movimento e l’intenzione dell’artista operano nel senso di rendere visibile e fruibile il sogno d’artista. La performance diviene per l’artista estensione fisica del suo pensiero e vera esperienza soggettiva di vitalità creativa. Per Alexa “di fronte alla natura di realtà e sogno la mente balbetta e poi cede, per infine, nel migliore dei casi, continuare ad interrogarsi più che trovare risposte, lasciando spazio ad una possibilità di intuire – più che comprendere – che il sogno a volte mostra una realtà ben più profonda, non filtrata dalla mente, e che la realtà – in realtà – è spesso molto simile ad uno stato di addormentamento senza sogni. Le immagini che ci vengono regalate dai sogni derivano dal nostro mondo interiore intuitivo, sono gli strumenti prediletti di visionari e artisti. Forse Dio un tempo ci ha sognati…”. Gli amici di Facebook saranno invitati a partecipare all’atto creativo inviando suggerimenti sui loro sogni, che verranno trasportati ed interpretati dall’artista sulle pareti bianche mischiandosi e intersecandosi gli uni con gli altri nella creazione di nuovi ed estemporanei immaginari.

Alexa Invrea studia psicologia in Germania, poi il suo interesse si rivolge all’arte. Frequenta la scuola di Arteterapia ‘La Globalità dei Linguaggi’ di Stefania Guerra-Lisi e Gino Stefani a Bologna. Parallelamente diventa allieva della pittrice antroposofica Fiorenza de Angelis studiando per 6 anni sotto la sua guida pittura steineriana e teoria dei colori. Dal 1997 insegna pittura ad adulti e bambini, conduce inoltre seminari di formazione per operatori socio-culturali, corsi di aggiornamento per insegnanti ed ha per molti anni portato l’esperienza di pittura steineriana nelle scuole materne, elementari e medie con progetti rivolti all’integrazione dei bambini diversamente abili. Artista visiva, art performer e illustratrice, a volte scenografa e attrice per la compagnia teatrale L’Attoscuro, numerevoli sono i progetti artistici e le collaborazioni a suo nome.


Eva Montanari

“Donne d’acque dolci”

mostra di sculture e immagini pittoriche | Galleria Cesuola 16 settembre < 7 ottobre

Domenica 16 Settembre vernissage ore 18:30 / Finissage  Domenica 7 Ottobre ore 18:00 / open: tutti i giorni dalle 16.00 alle 19.00, il sabato anche dalle 9.00 alle 12.00.

 

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L’acqua è indispensabile alla vita; forma nuvole, nebbia, pioggia, piante e corpi. Noi stessi siamo fatti d’acqua. D’acqua sono le donne immaginate da Eva Montanari; si materializzano in tridimensionalità scultoree, si dissolvono in fondali pittorici. Giocano, pensano, si trasformano, vivono. Donne in forme d’acqua in un percorso espositivo che va dai toni del turchese fino a scendere a profondità notturne. Acque dolci, dolci donne sognate dai pescatori che lasciano cadere gli ami e attendono.

Eva Montanari, frequenta l’Istituto d’Arte di Riccione e l’istituto Europeo di Design a Milano. E’ illustratrice e autrice di libri per l’infanzia con pubblicazioni a livello internazionale. Realizza disegni per calendari, riviste, copertine e manifesti. Espone in collettive e personali in tutto il mondo. I suoi lavori sono stati più volte selezionati per l’esposizione della Fiera del Libro per ragazzi di Bologna,”Original Art”-Society of Illustrators (New York), Mostra Internazionale di Illustrazione di Sarmede, Croatian Biennal of Illustration, Ilustrarte (Portogallo). Affianca all’attività artistica la conduzione di corsi d’illustrazione in Italia e all’estero.


Anita Rivaroli e Irene Tommasi

“QUELL’ESTATE AL MARE”

cortometraggio | Cinema San Biagio – sala rossa 
Sabato 29 settembre / ore 18:00  Presentazione e proiezione del cortometraggio – Intervengono Antonio Maraldi, Anita Rivaroli, Fabiola Tinessa ore 18:45 Concerto  Federico Visi e Ronnaug Tingelstad / dur. 1h15’

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Estate 1964, Riviera romagnola. Il sole pomeridiano è ancora alto e una ventina di bambini si allontana risalendo le dune sabbiose della spiaggia libera di Pinarella per scomparire nella pineta. Sono orfani con un destino non scritto e dei sogni stretti in tasca. Le suore li accolgono come fossero tutti figli della stessa madre. Vivono insieme ogni stagione dell’anno e quell’estate succede qualcosa di straordinario: assaporano la leggerezza e il senso di libertà di un’estate al mare. Per Valerio è la prima volta: ha sette anni e il mare gli sembra una vasca piena di spuma e pesci che finisce solo dove inizia il cielo. Cosa succede quando un bambino racconta una storia che dalla fantasia sconfina nella realtà? E un uomo riceve in dono la possibilità di dare al proprio passato e al proprio presente un nuovo significato?

Regia: Anita Rivaroli e Irene Tommasi / Soggetto: Anita Rivaroli, Irene Tommasi, Giacomo Bisanti, Tommaso Triolo / Sceneggiatura: Anita Rivaroli e Irene Tommasi / Con la partecipazione di: Roberto Citran (Signor Bezzi), Anna Meacci (Suor Clara), Matteo Oggioni (Valerio,) Antonio Esposito (Giussoni)/ Fotografia: Davide Marcone / Scenografia: Sarah Mariani / Costumi: Giulia Bertozzi / Colonna sonora originale: Federico Visi e Ronnaug Tingelstad / Responsabile Produzione: Maddalena Invernizzi

Selezionato a:  David di Donatello, Short Film corner Festival di Cannes, Giffoni Film Festival / www.quellestatealmare.it

Anita Rivaroli e Irene Tommasi sono due allieve del Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Lombardia. Come autrici hanno maturato esperienze professionali in campo pubblicitario, editoriale e televisivo. Esordiscono alla regia cinematografica con questo cortometraggio.


Claudia Castellucci / Socìetas Raffaello Sanzio

“Celebrazione dei gesti istoriali”

Azione solenne con i bambini Scuola media G.Pascoli – S. Domenico

Sabato 29 Settembre ore 20.00 / per adulti e bambini dai 6 anni

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I bambini in modo innato compiono riti, perché il rito risponde immediatamente al bisogno di fare e di rappresentare. Il rito viene sempre prima della sua stessa spiegazione; è la sua stessa sapienza, così come il fare è la sua stessa conoscenza.

Benché si dica di loro, in modo assai superficiale, che hanno tutto il tempo davanti, i bambini si comportano come se non ne avessero affatto: fanno subito qualcosa in modo strutturato, come il gioco, che imparano facendo.

“La Celebrazione dei gesti istoriali risponde a un bisogno di solennità da parte dei bambini, che noi possiamo soltanto intuire e che dobbiamo reinventare. La Celebrazione propone la proiezione di una serie di gesti che hanno caratterizzato le scoperte e le scelte decisive nella storia umana della vita sulla terra. I bambini compiono l’entrata solenne in un luogo e la imitazione di questi gesti; sperimentano una forma di attenzione “storica”: verso se stessi, in rapporto alle figure da imitare, e verso i gesti antichi, nella confortante coralità del fare insieme la stessa cosa, ma nel riguardo della solitudine dei gesti. Sta in questo la solennità che dobbiamo ancora ai bambini”. (Claudia Castellucci).

con: Claudia Castellucci, Eugenio Resta

Claudia Castellucci,  cofondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio,  orientata la sua ricerca sulla metrica e sulla melodia, approfondite insieme ai giovani con i quali ha realizzato nel 1989 la “Scuola teatrica della discesa”. Negli anni successivi lo studio si è allargato al movimento ritmico e ha fondato la “Stoa”, scuola per la quale ha composto balli metronomici. Nel 2009 ha fondato la compagnia di ballo «Mòra», denominazione che in metrica sta a indicare lo spazio di silenzio che è indispensabile per distinguere un ritmo, con la quale ha realizzato Homo Turbae, con musiche per organo di Olivier Messiaen, e La seconda Neanderthal, con musiche di Scott Gibbons, ispirate a Le Sacre du Printemps di Igor Stravinskij.


Jamila Campagna

“Immaginazioni attraverso un immaginario”

installazione di arte partecipativa | corelli sala audizioni 1 

Venerdì 28, Sabato 29 / In loop dalle 15:30 alle 19:00  / Domenica 30 Settembre 

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Cosa diventa un giocattolo quando nessuno ci gioca più? Dalla sua collezione privata, ormai divenuta un archivio, l’artista cerca di restituire un nuovo senso ai suoi giocattoli riflettendo sullo stereotipo del gioco e sul come l’immaginazione del bambino può rielaborare l’immaginario culturalmente impostogli, facendosi strada attraverso di esso. Questa operazione di arte partecipativa rivolta ai bambini dà la possibilità di entrare in quel territorio di confine dove la carica liberatoria e creatrice dell’infanzia si combina con i modelli culturali racchiusi nelle tipologie dei personaggi giocattolo. La potenza dell’immaginazione del bambino sarà, qui, ancora più viva dal momento che i bambini di oggi entreranno in contatto con giocattoli di ieri, che non sono stati concepiti specificatamente per questa generazione, ma racchiudono una tendenza che arriva fino ai giorni nostri: personaggi anni ‘80/‘90 intrisi di un immaginario postmoderno che ha definito fortemente i miti di cui la società contemporanea continua ad essere satura.

Jamila Campagna si laurea in Storia dell’arte contemporanea presso l’università La Sapienza di Roma. Ha frequentato la Scuola Romana di Fotografia specializzandosi, successivamente, in reportage fotografico presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma. Attualmente frequenta il Master in Cura museale e di eventi presso lo IED di Roma. Negli ultimi anni ha realizzato diverse serie di lavori con le quali ha preso parte ad esposizioni collettive sul territorio nazionale, tra cui Chiostri in Mostra (Latina), Circus Expo (Latina), Occhi Rossi Festival (Roma), Biennale di Ferrara, The Darkroom project (Muro Leccese – LE). Nel 2012 ha collaborato alla realizzazione dell’ottava edizione del Festival Pontino del Cortometraggio.


Plumes dans la tête

“CANTO D’AMORE”

Performance per bambini e adulti | Pinacoteca

Venerdì 28 ore 16.00 (dur. 3h) sabato 29 ore 15.00 (dur. 3h)Orario continuato (pause di 15’ ogni 30’ di performance)

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“Ci ho pensato. Volevo farti un regalo, perché sei stato bravo. L’ho cercato a lungo. Ho fatto una gran fatica, perché lo so bene: tu sei esigente. Volevo fosse fatto di cose che non si possono ancora descrivere e di colori che solo i tuoi occhi possono immaginare. Volevo ci fossero dentro angoli di mondi sconosciuti e pezzi di antiche storie. E che si potessero sentire profumi e udire incantevoli note. Volevo venisse da lontano, da un posto ancora inesplorato. Prendilo se ti piace. Lo posso mettere tra le tue mani? Vorrei che tu lo stringessi, lo ascoltassi; che te ne lasciassi cullare a occhi chiusi. Ti offro una voce, un canto d’amore. Questo è il mio dono”.

Ideazione Silvia Costa / musica di Lorenzo Tomio / con Carol Victoria Urban (soprano) e Giulia Vasapollo (arpa)

Silvia Costa studia Arti Visive e dello Spettacolo all’Università IUAV di Venezia. Nel 2006 inizia a lavorare con la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio, per la produzione Hey Girl! come attrice protagonista, e da allora ha contribuito a tutte le seguenti produzioni del regista Romeo Castellucci. Dal 2007, insieme al musicista e compositore Lorenzo Tomio porta avanti un progetto di creazione sotto il nome di Plumes dans la tête (www.plumesdanslatete.com), non un gruppo a formazione fissa, ma un contenitore di idee pronto a far posto a cose e persone. Al primo lavoro, La quiescenza del seme, hanno seguito Figure (2009) e Formazione Pagana (2010\2011), composto da tre differenti lavori. Oltre ai progetti legati alla scena, Plumes dans la tête lavora alla creazione di installazioni sonore, nelle quali gli elementi teatrali si mescolano con la ricerca sul suono per creare delle performance che si basano sul principio acusmatico.


Simona Bertozzi

ALEA (iacta est) il dado è tratto” 3° episodio di Homo Ludens

Performance di danza  | Scuola media G.Pascoli –  S. Domenico

Domenica 30 settembre ore 18:30 / dur. 40’

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Tra le quattro categorie ludiche di Roger Caillois, Alea racchiude tutte le tipologie di gioco connesse all’azzardo, alla casualità, all’ineluttabilità della sorte. In Alea (iacta est) i due giocatori si confrontano con il mistero di un indecifrabile destino, scommettendo su una pratica dialogica tra i corpi che si rigenera nel segno della condivisione, dello scambio e della rilettura di sé nell’altro. Dialogano con la superstizione, con l’imprevedibilità della combinazione numerica, secondo uno schema definito di traiettorie dinamiche, ritmiche e figurative, che sublimano le due singolarità nel tratto ritualistico del segno ludico. Assorbiti in una specie di forma iniziatica, nell’incanto delle regole, che di volta in volta ricreano, i due giocatori sono sedotti dal continuo rilancio della posta in gioco. Come due dadi, i soggetti di Alea (iacta est) disegnano lo spazio per deflagrazioni coreografiche e “reiterazione di tentativi”. Come il rosso e il nero, come il pari e il dispari, sembrano contrapposti eppure sempre solidali.

Progetto e Ideazione: Simona Bertozzi / Coreografia: Simona Bertozzi / Danza: Simona Bertozzi, Manfredi Perego / Musiche: Arcangelo Corelli (Violin Sonatas Op.5) / Ambienti sonori e musiche: Roberto Passuti / Progetto luci: Antonio Rinaldi / Allestimento di scena: Antonio Rinaldi e Simona Bertozzi / Costumi: Scissor Lab Bologna / Produzione 2010/11 Made at CSC Bassano/ Made at The Place Londra /Con il sostegno di Interplay/11 Torino / Residenza creativa Teatro San Martino/Fortebraccio Teatro / Residenze creative: Dom, la Cupola del Pilastro/Laminarie, centro Mousikè Bologna / Si ringrazia l’Accademia Bizantina di Ravenna

 

“ALZATI!”  

Una narrazione anatomica e onirica per corpi

lievi, pittorici, “sottili” e selvaggi 

Laboratorio di studio del movimento e performance di danza urbana per bambini | Chiostro delle Palme

Sabato 29 settembre ore 17:15 / dur. 40’

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Nella sospensione temporale di un viaggio immaginario attraverso il corpo, arti, vertebre e articolazioni divengono materia originaria per la composizione di immagini e modalità dinamiche che coniugano, al contempo, atto esplorativo e creazione. Ogni singolo inventore-sognatore compone il proprio microcosmo di proiezione gestuale e immaginifica, traendo ispirazione da elementi della natura, forme animali e fantasiose, per poi direzionarlo verso un dialogo corale e attento all’incontro con gli altri corpi. Un gioco di relazioni che, restituito dall’imprevedibilità formale di giovani corpi, diffonde il senso originario e essenziale del segno ludico.

A cura di Simona Bertozzi – Nexus / In collaborazione con Valentina Pagliarani –  Katrièm / Con la partecipazione di Andrea Sassoli / Danzano i giovani allievi di Laboratorio Danza & Teatro e il gruppo di bambini partecipanti alla II° parte del laboratorio. 

Simona Bertozzi, Coreografa, danzatrice e performer, vive a Bologna, dove si laurea in Dams. Dopo studi di ginnastica artistica e danza classica, approfondisce la sua formazione in danza contemporanea tra Italia, Francia, Spagna, Belgio e Inghilterra e lavora, tra gli altri, con Tòmas Aragay (Societat Doctor Alonso) e Compagnia Virgilio Sieni.  Dal 2004 porta avanti un percorso autoriale e di ricerca coreografica. Nel 2007 vince il concorso coreografico GD’A ed è la coreografa italiana selezionata per il festival Aerowaves, The Place Theatre. Nel 2008 prende parte al progetto internazionale Choreoroam, sostenuto da British Council/The Place, Dansateliers/Rotterdam e Bassano Opera Festival. Presenta i suoi lavori in numerosi festival in Italia e all’estero tra cui: Aerowaves, Romaeuropa, Santarcangelo, B-Motion, Interplay, Dance Week Festival Zagreb, The Turning World London, The Point Theatre-Eastleigh, Dance a Lille, Tanec Praha Festival, Festival de là Citè Lausanne, Correios em Movimento Rio de Janeiro, Masdanza Gran Canaria. Attualmente è impegnata nella realizzazione del progetto Homo Ludens (2009/2012), quattro episodi danzati sull’ontologia del gioco, in cui si avvale della presenza di numerose collaborazioni artistiche tra cui: Egle Sommacal, Collettivo Gemelli Kessler, Lila Dance Company e The Point Theatre, Accademia Bizantina di Ravenna.  Alea (iacta est) è il terzo episodio di Homo Ludens. http://www.simonabertozzi.it/.


Teatro Patalò

Il diario segreto di Pollicino

Una lettura nel silenzio della notte a partire dal testo di Philippe Lechermeier | Scuola media  S. Domenico

sabato 29 settembre ore 21:00 / dur. 40’ per bambini dai 5 anni in su

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Gli abitanti di un villaggio al limitare del bosco tornano a raccontarci una storia avvenuta ai tempi di una terribile carestia che costringeva la gente a cibarsi di sassi e la spingeva a compiere azioni abominevoli. La storia di un bambino e dei suoi fratelli che con i loro amici scoprono come la povertà fosse mantenuta da una manciata di ricchi che si tenevano tutto da parte. La storia di una rivoluzione che parte dal più piccolo di tutti perché i bambini sono capaci di fare quello che i grandi nemmeno sognano più. La storia d’amore di due compagni di scuola che resisterà al tempo e a tutto. Una storia di cameratismo e dispetti tra fratelli, una storia di paura e terrore, una storia in cui dal passato appare un angelo a illuminare la notte. Una storia immaginata con le parole del suo protagonista, un diario che rivela quale grande spazio possa esserci dentro una piccola persona.

A cura di Isadora Angelini e Luca Serrani, Teatro Patalò

Posti limitati, é consigliata la prenotazione.

Teatro Patalò è composto da un gruppo di attori, provenienti da diverse compagnie, che condividono una visione di pratica e di studio delle arti sceniche. Si costituisce nel 2006 con la realizzazione dello spettacolo Zio Vanja co-diretto da César Brie e Isadora Angelini. Nel 2009 producono l’assolo Come senza respiro, scritto, diretto e interpretato da Luca Serrani, finalista al Premio Scenario e al Premio Scenario per Ustica, vincitore del Bando Fuorirotta 2010. I passeggeri  di Isadora Angelini, liberamente ispirato all’opera di A. Kristof, è stato scelto per il Festival di Resistenza del 2012. Sono attualmente in tournée con lo spettacolo  Nella Tana Del Lupo scritto e diretto da César Brie, che ha debuttato al Gorizia Puppet Festival nel Novembre 2010. Nel 2012 il gruppo riprende la produzione di In Bianco, il cui debutto è previsto per la prossima stagione. Centrale nel loro lavoro l’attività pedagogica e lo studio e il confronto con altri artisti. La Compagnia ha sede a Santarcangelo di Romagna, dove si è costituita come Associazione Culturale con lo scopo di diffondere lo studio e la pratica del teatro, della musica e della poesia come necessità vitali per le persone.


Valentina Pagliarani

“PESCE ROSSO”

Performance all’attenzione di 6 persone | pinacoteca

 domenica 30 settembre dalle 15.30 alle 18.00 / dur. 15’ in loop

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Dentro a un micro spazio liquido abita un pesce rosso. Il suo movimento pulsa da una parte all’altra. Con il suo movimento delimita il suo spazio. Nel suo mondo non esistono le parole. C’è il tempo nel quale vive secondo un moto circolare e c’è n’è un altro nel quale raggiunge l’immobilità e il galleggiamento. Il tempo passa e lui si muove. Il tempo passa e lui sta fermo. Non vi sono voci, ma solo parole fatte di movimenti, suoni e sensi. Lui sa che un giorno entrerà una piccola persona nel suo micro mondo e gli donerà una parola silenziosa. Entrerà in contatto con un nuovo linguaggio, sonoro, fatto di parola, e quel che renderà speciale quella parola sarà il fatto che sia stata donata da un essere entrato in comunicazione. Perchè forse l’importante non è capirsi sempre ma comunicare.  Una parola rossa! Rossa come la sua pelle. Rossa come la voglia di non sprecare ma custodire! Rossa come la voglia di ascoltare veramente, ma non con le orecchie! Sapremo aprirci e seguirlo nel suo linguaggio? Cosa avremo in cambio?

Ideazione e regia:  Valentina Pagliarani /  Performer: Leslie Silvani / Una produzione: Associazione Culturale Katrièm

Valentina Pagliarani, danzatrice, educatrice e operatore culturale. Si laurea come educatore presso Università di Scienze della Formazione-Bologna. Dopo gli studi di danza classica si forma come danzatrice contemporanea, in particolare studiando a New York presso Martha Graham contemporary dance school, Trisha Brown Company, Merce Cunningham School. Lavora a fianco di coreografi e maestri e in diversi progetti di ricerca artistica e coreografica. Nel 2004 presenta il suo primo lavoro di composizione coreografica “Silenzi”, realizzato con supervisione artistica di Naira Gonzales. Nel 2010 danza per Claudia Castellucci  “Raffaello Sanzio Societas” nello spettacolo “Homo Turbae” partecipando a festival “Carta Bianca” a Chambery e “Vie” di Modena. Dal 2010 collabora con Fondazione Nazionale della Danza Aterballetto in progetti di documentazione fotografica della danza. Lavora come educatrice nel settore della danza e teatro-danza, dedicandosi anche alla costruzione di laboratori e progetti interdisciplinari. Nel 2009 fonda l’associazione culturale Katrièm di cui è oggi direttrice artistica. Sta attualmente frequentando il master in studi curatoriali – arte contemporanea presso IED – Roma.


Viola Zangheri

“RACCONTAMI DI TE” 

Installazione partecipativa | chiostro delle palme – loggia

Venerdì 28 Settembre ore 16:00 e Sabato 29 Settembre ore 15:00 (dur. 2h) / Per bambini e adulti

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“Una vecchia pellicola fotografica sarà il tuo foglio bianco. Raccontami di te, dei tuoi desideri, di ciò che vedi quando chiudi gli occhi. Cosa vedono le tue pupille quando le palpebre sono dischiuse? Traccialo e poi lo guarderemo muovendolo sulla luce. Una tecnica dice frame by frame. Seguiamola semplicemente e renderemo il tuo racconto animato.

Viola Zangheri,  Si laurea come Educatore Professionale. Interessata al mondo delle immagini e in particolare al video partecipa a corsi di formazione per la produzione audiovisiva. Attualmente si occupa di produzione, riprese e montaggio video in un gruppo di giovani video-maker.  Lavora come educatore ambientalista per Associazione AnimaMundi, conducendo laboratori didattici sull’acqua per un progetto educativo promosso da Hera, all’interno delle scuole. Per Borgo Indaco crea a conduce un laboratorio di didattica al video, partendo dalla conoscenza e costruzione della lanterna magica e della stop motion.