Indaco Art Camp

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COS’È INDACO ART CAMP?

INDACO ART CAMP È UN PROGETTO CHE PROMUOVE L’INCONTRO TRA LE NUOVE GENERAZIONI E I LINGUAGGI DELL’ARTE CONTEMPORANEA. ATTRAVERSO L’APPROCCIO LABORATORIALE CON ALCUNI LINGUAGGI ARTISTICI E POETICI, INDACO ART CAMP PROPONE UN’ESPERIENZA INTESA PROPRIAMENTE COME “CAMPO D’ARTE” NEL QUALE È AL PRIMO POSTO UN FARE ATTIVO E PARTECIPATO CHE INTENDE VALORIZZARE E PROMUOVERE L’ESPRESSIONE DELL’UNICITÀ DI OGNI INDIVIDUO E DEL SUO SGUARDO SUL
MONDO.
 
L’esperienza della seconda edizione di Indaco Art Camp, prende forma dalla frase latina Ars gratia artis, che da suo significato letterale significa l’arte per l’arte. Allontanandosi da ogni connotazione storico-artistica di tensione verso un canone estetico del “bello”, fare l’arte per l’arte significa andare alla ricerca della bellezza che sta dentro ad ogni sguardo, rintracciando il significato originario della parola estetica (aesthetica) che riporta ad un “conoscere” attraverso tutti i sensi. Questo sarà il punto di partenza per una pratica esperienziale che intende proporre ai ragazzi una domanda: perchè fare arte? Da questo punto di vista può significare attivare un fare che incontra l’arte senza scopi, senza necessità di un interesse preciso a priori. Si fa arte per il semplice piacere di farla. Si fa arte per l’urgente bisogno di farla. Si fa arte per caso. L’invito è perciò quello di abbandonarsi al gioco insito nei processi di ricerca e di creazione artistica, dedicando del tempo a noi stessi e all’incontro con l’altro, apprendendo diversi linguaggi che ci consentano di lasciare traccia di noi, del nostro agire, della nostra storia e delle nostre diversità e di raccontare ciò che lo sguardo ci restituisce dal nostro incontro con il mondo.
 
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PROGRAMMA:

4 settimane di laboratori –  dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00
 
 dettaglio Tommaso Salini
 
I° settimana | dal 6 al 10 luglio 2015
L’ARCHIVIO DELLE COSE CHE PASSANO
Laboratorio sulla percezione e la ricomposizione del movimento (teatro-danza)
a cura di:  Salvo Lombardo

Può il mio corpo restituire una traccia delle cose che passano? Come ricreare una memoria affettiva delle cose percepite? Posso pensare il mio corpo come un archivio vivente del reale?  Le sessioni di studio prevedono l’alternanza di momenti di esercitazione all’aperto e  in sala. Durante la ricerca en plein air i partecipanti si eserciteranno sull’imitazione e la riproduzione dal vero di porzioni di movimenti e gesti “qualunque” dei passanti e contemporaneamente sulla loro rielaborazione estemporanea attraverso il corpo. Il movimento, trascritto su un taccuino, una volta in sala verrà ricomposto in forma di enunciati coreografici.

Salvo Lombardo

Performer e regista, nato a Catania nel 1986, vive a Roma. Ha studiato filologia moderna all’Università di Catania e studia Discipline dello spettacolo alla Sapienza di Roma. Nel 2009 si diploma alla scuola d’arte drammatica del Teatro stabile di Catania. Per alcuni anni lavora come attore e coreografo collaborando con numerosi artisti della performance, della danza e del teatro del panorama italiano e internazionale e con diverse compagnie legate alla cultura dell’infanzia. Nel tempo approfondisce le discipline e i linguaggi delle live arts nelle intersezioni tra danza, teatro e arti visive. Nel 2012 è cofondatore di Clinica Mammut le cui produzioni, tra spettacoli, azioni urbane e site-specific, sono state ospitate in numerosi festival e teatri italiani e finaliste al Premio Dante Cappelletti 2012  e Dominio Pubblico OFFicine 2014. È didatta di arti performative e ha condotto laboratori per l’Istituto Europeo del Design di Roma, per il Festival Teatro al Castello di Roddi e il Teatro Stabile di Catania.  Nel 2015 ha attivato a Roma ‘Struttura fine’, un progetto indipendente di formazione e approfondimento per danzatori e performer cui sperimenta ed estende di volta in volta le sue nuove pratiche. Attualmente porta avanti una ricerca sulle connessioni tra percezione e reale ed è impegnato nello sviluppo del progetto Casual Bystanders declinato nella creazione di un ciclo di performance in spazi urbani, museali ed espositivi, installazioni video, azioni sceniche e workshop.  

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Senza titolo, olio su tela, 50x50cm.2012.
 
 
II° settimana | dal 13 al 17  luglio 2015
INCONTRI TRACCIATI
Laboratorio di pittura ed esplorazione del colore 
a cura di: Barbara Balestri 

Incontrarsi e comunicare è difficile, ma quando succede apre il cuore. L’arte può diventare un mezzo per esprimere – esprimersi e dunque può rappresentare un incontro. Lasciare tracce di sé, ad esempio con un autoritratto o un ritratto, significa dirsi e dire “chi sono” e la consapevolezza è la struttura da cui si avvia una modalità creativa di abitare il mondo.

Barbara Balestri

Nasce a Cesena nel 1977.  E’ pittrice e mediatrice artistica specializzata in Gestalt Counselling. Studia filosofia con una tesi in storia della psicologia, specializzandosi in Gestalt Counselling a mediazione artistica. Ha fondato nel 2010 Atelier Sperimentale (Laboratorio di libera espressione artistica). 

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III° settimana | dal 20 al 21 luglio 2015
ESERCIZI PER MOBILITARE LO SPAZIO
Laboratorio di poesia e arte visiva
a cura di: Roberta Bertozzi (Calligraphie)

Una pagina bianca non ha spazio. Come per uno specchio d’acqua, lo spazio ha inizio quando vi gettiamo un sasso, quando depositiamo in essa un solco, una traccia. Tutta la superficie d’un tratto ne viene mobilitata, i segni si moltiplicano, si innestano in una trama di forme e parole. Un testo che potrebbe dilatarsi all’infinito, esatta immagine ancora turbata dal possibile – quella stessa immagine di noi che portiamo senza saperlo.

“Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con figure di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di pesci, di case, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”. Jorge Luis Borges

Roberta Bertozzi

E’ nata nel 1972 a Cesena, dove risiede. Poetessa, saggista e critica d’arte, collabora con diverse riviste e con il mensile «Poesia». Ha pubblicato Il rituale della neve (Raffaelli 2003) Gli enervati di Jumièges (peQuod 2007) e Blumen, primo studio (Calligraphie 2013). È presente in diverse antologie, tra cui Il miele del silenzio, a cura di Giancarlo Pontiggia (Interlinea 2009). Nel 2000 ha fondato Calligraphie, piattaforma per la ricerca artistica e letteraria contemporanea ( HYPERLINK “http://www.calligraphie.it” calligraphie.it). Nel 2008 è stata invitata come rappresentante per l’Italia al 4th International Festival of Contemporary Poetry di Zagabria. La sua attività critica e poetica è archiviata sul sito  HYPERLINK “http://www.interno38.it” interno38.it. Conduce il laboratorio  A lettere minuscole, un metodo di didattica della poesia ideato dall’Associazione Calligraphie. Dal 2013 tutte le tracce di questa esperienza vengono raccolte in una collana di didattica delle arti e delle letterature edita dall’associazione, I QUADERNI DEL PRIMO VERO, e nel blog alettereminuscole.wordpress.com.  

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IV° settimana | dal 27 al 31 luglio 2015
LA LUCE DELLE SUPERFICI
Laboratorio sulla relazione fra suono e immagine
a cura di:  Simona Barducci e Enrico Malatesta

La luce e il suono sono elementi che trasformano lo spazio; il loro movimento e le relazioni emozionali­-percettive che si realizzano nel tempo di ascolto determinano la qualità dell’intorno individuale, la sua vastità e la sua poesia; la luce e il suono sono eventi molteplici, sono avvenimenti, e ovunque intorno a noi ci consentono un’esperienza continua degli spazi, capace di rinnovare il luogo conosciuto e definire, nuovi paesaggi. Il laboratorio nasce con l’intento di documentare le relazioni tra suono e immagine nel tempo di spostamenti specifici e camminate all’interno di alcune aree selezionate; verranno utilizzati dispositivi di documentazione al fine di creare un archivio di materiale audio-visivo utilizzabile per realizzare semplici installazioni multi-mediali e per approfondire tematiche di studio legate alla registrazione, alla documentazione visiva e alla riproduzione su supporto. *è richiesto ad ogni partecipante di portare con sè una macchina fotografica.

immagine: S. Barducci

Simona Barducci

Simona Barducci (1978) vive e lavora a Cesena. La fotografia, pensata come sguardo privilegiato sul mondo, la porta ad intraprendere un percorso di ricerca in cui l’immaginario interiore e la rappresentazione della realtà sono in relazione continua; utilizza prevalentemente la fotografia analogica, caratterizzata da un fare segreto e non-immediato con l’immagine ed in cui il tempo assume un ruolo determinante tra ciò che si vede, ciò che si dimentica e ciò che si svela. Frequenta il corso base di fotografia e Slow Photo presso il Circolo Cultura e Immagine di Savignano tenuto da Mario Beltrambini e Sauro Errichiello, il workshop ‘The Self-Portrait Experience’ di Cristina Nuñez, il ConCorso inContro di “RAD’ART project” e le ‘Conversazioni sulla fotografia’ organizzate da Silvia Camporesi. Dal 2014 collabora con l’Associazione culturale Katrièm di Cesena per la quale cura un percorso di educazione all’immagine all’interno di Borgo indaco -Scuola estiva di + arti ed un laboratorio di fotografia per ragazzi presso [Non]Museo –  centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia.

 

Enrico Malatesta

(*1985, Cesena Italia) Percussionista attivo nel campo della musica contemporanea; ha studiato percussioni classiche presso il conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena e la sua personale ricerca è volta ad estendere le possibilità soniche e multimateriche degli strumenti a percussione tramite tecniche gestuali semplici, in grado di realizzare complessi spessori poliritmici ed informazioni multiple che intercorrono tra esecutore, spazio e strumento. Oltre ai personali progetti, è attivo anche come interprete di repertorio solista del ‘900 comprendente partiture grafiche e/o di notazione non tradizionale di compositori quali John Cage, Morton Feldman,Earle Brown con particolare riferimento ed omaggio al lavoro di Max Neuhaus. Lavora regolarmente in duo con i percussionisti Christian Wolfarth e Seijiro Murayama, con i musicisti/sound artist Giuseppe Ielasi, Renato Rinaldi, Luciano Maggiore, Riccardo Baruzzi, con il trio elettroacustico Tilde (con Attila Faravelli e Nicola Ratti) ed è membro fondatore di “Glück” ensemble di percussioni composto da Burkhard Beins, Enrico Malatesta, Michael Vorfeld,Christian Wolfarth e Ingar Zach. Vanta pubblicazioni con le etichette discografiche Presto!?Records, Second Sleep, Senufo Editions, Entr’Acte, Alku, Balloon and Neddle, Aural Tools; ha preso parte a programmi di residenza artistica per sviluppare progetti individuali e collaborazioni in strutture internazionali quali: Qo2 workspace for experminetal music and sound art’ Bruxelles (Belgio), Hotel Pupik artist in residence Schrattenberg (Austria), A.I.R. KREMS Krems an der Donau (Austria), F.D.V Fabbrica del Vapore/Careof Milano (Italia), La Chambre Blanche Ville de Quebéc (Canada) e ha tenuto concerti in Europa, Corea del Sud, Giappone e Nord America. Tra il 2007 e il 2013 ha lavorato come musicista di scena per Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri. Collabora regolarmente con Riccardo Baruzzi nei progetti installativo/performativi “Studio Visit” e “Mini Strutture Sparse”.  Interessato alla didattica, ha sviluppato ‘Sull’Istmo’ laboratorio teorico/pratico sul dettaglio sonoro comprendente anche una sezione dedicata all’infanzia. Organizza eventi, concerti e seminari volti a migliorare la circuitazione della musica contemporanea e tradizionale. Nel 2015 è docente presso l’Accademia di belle arti di Bologna.  www.enricomalatesta.com

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+ INFO GENERALI: 
accoglienza ore 8:30 (Via Mami, 411 Cesena) 
inizio laboratori ore 9:00 / fine laboratori ore 13:00
E’ prevista la possibilità di iscriversi alle singole settimane.
Riduzioni sulla quota di partecipazione per i ragazzi partecipanti al progetto “Estate Attivi” promosso dal Comune di Cesena
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INDACO ART CAMP
Direzione artistica: Valentina Pagliarani
Organizzazione e ufficio stampa: Letizia Pollini
Comunicazione e progetti grafici: Gianluca Muccioli
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Immagine cover: opera di Barbara Balestri