la tavola rotonda

[LA TAVOLA ROTONDA]

Geo

“PERCORSI INVERSI”

Lo sguardo tra infanzia e arte contemporanea

VENERDì 29 NOVEMBRE ORE 18.00 | Teatro Bonci – Sala Morellini |
Conversazione a cura di: Valentina Pagliarani (danzatrice, educatrice e direttrice artistica di Katrièm Associazione) e Fabiola Tinessa (psicologa, educatrice e co-autrice del progetto Borgo Indaco)
 

INTERVENGONO ALL’INCONTRO: Maria Elena Baredi (Assessore alla pubblica istruzione e alle istituzioni culturali città di Cesena), Viviana Gravano (Storica dell’arte e curatrice d’arte contemporanea), Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio), Chiara Lagani (Fanny & Alexander), Giulia Mirandola (specialista in editoria per l’infanzia contemporanea, in particolare nell’ambito del picture book), Rodolfo Sacchettini (condirettore di Santarcangelo •12 •13 •14), Franco Togni (insegnante di educazione artistica), Mario Turci (antropologo e architetto).

Partendo dai temi cardini che guidano il progetto di Borgo Indaco, infanzia e arte contemporanea, l’incontro intende indagare la possibilità di sviluppare dalla relazione tra questi due mondi l’ipotesi di nuove vie narrative, scardinando le formule istituite e concluse che spesso abitano il terreno educativo e pedagogico. L’idea di un “percorso inverso” propone la molteplicità del contrario, non semplicemente applicata ai bambini che si accingono a conoscere il mondo, ma anche a coloro che li guideranno nella lettura multiforme di esso. Citando Serena Giordano: “i bambini nascono artisti d’avanguardia e diventano pittori della domenica” sta a noi educatori tutelare e valorizzare questa loro naturale propensione per accompagnarli in un processo di crescita che si realizzi nel personale potenziale di ciascuno piuttosto che in una formula rigida e definita.

“Un pulcino diventa adulto in poche settimane, un gatto in qualche mese, una persona in 13 anni. Durante l’infanzia siamo quello che gli orientali definiscono Zen: la conoscenza della realtà che ci circonda avviene istintivamente mediante quelle attività che gli adulti chiamano gioco. Tutti i recettori sensoriali sono aperti per ricevere i dati: guardare, toccare, sentire i sapori, il caldo, il freddo, il peso e la leggerezza, il morbido e il duro, il ruvido e il liscio, i colori, le forme, le distanze, la luce e il buio, il suono e il silenzio… tutto è nuovo, tutto è da imparare e il gioco favorisce la memorizzazione. Poi si diventa adulti, si entra nella “società”, uno alla volta si chiudono i recettori sensoriali, non impariamo quasi più niente, usiamo solo la ragione e la parola e ci domandiamo: quanto costa? a cosa serve? quanto mi rende?”. [B. Munari, Ciccì Coccò 1974-1981]