nota introduttiva

6

“Ogni “Patrimonio” (dal latino pater, padre, e munus, compito, poi interpretato come eredità) è un insieme di elementi materiali e immateriali, simili o dissimili fra loro che incontrandosi vanno a costituire un logico e complesso impianto narrativo. Ogni società agisce per conservare le tracce del proprio passato ed ogni museo è testimonianza di come uno spazio può divenire al tempo stesso narrazione e condivisione di significati e conoscenze. “Musei del presente” parte dall’idea che sia necessario de-costruire la storia e abbandonare l’attitudine ad una sola narrazione per far si che ogni museo sia aperto al nostro immaginario, permettendo ad ogni cultura e ad ogni individuo di definirne il proprio racconto. Da questo punto di vista ogni museo non è un luogo statico, ma spazio vivo che deve saper instaurare un dialogo con un presente complesso ed in continua trasformazione, bisognoso di sguardi sensibili e vivaci”.

Valentina Pagliarani

curatrice di [NON]Museo. Centro di arte e cultura contemporanea dall’infanzia

“Cosa c’è dentro un museo? Oggetti o storie? Parole o cose? In quale spazio reale e immaginario ci addentriamo una volta varcata la soglia? “Musei del Presente” nasce tra queste domande, in bilico tra due tempi: il passato recente o remoto da cui ogni opera ci parla e il presente che siamo noi, i nostri occhi, il nostro desiderio di ascoltare dalla voce silenziosa dell’opera d’arte, una storia. La sua storia, ma anche la nostra, perchè ogni volta che uno sguardo si posa su un’opera nasce una nuova narrazione affettiva che lega la nostra vita alla sua. Lo sguardo diventa gesto d’affetto che abbatte la distanza temporale tra l’opera d’arte e chi le sta di fonte, lo sguardo è l’attimo in cui i tempi sono gioiosamente confusi. MuNa (Musei di Narrazione) parla ai musei, talvolta troppo impegnati a salvaguardare le proprie opere dal tempo, chiedendo loro di essere “cantori” di storie e spazi della fantasia e parla alle persone, grandi e bambini, chiedendo loro di portare il proprio presente dentro i luoghi del passato, affinché rivivano, attraverso le storie, mille vite possibili”.

Arianna ioli

curatrice di “MuNa – Musei di narrazione”